12 novembre 2007

II° Influsso - I Verbi Dell'Uomo




"Chi molto legge prima di comporre,
ruba senza avvedersene e perde
originalità, se ne avea”
Vittorio Alfieri - La Vita Scritta Da Esso



Verbo I° - Introdurre
Il terzo post merita una introduzione doverosa: perchè Influssi? Ho iniziato a scrivere e ad amare la scrittura durante gli ultimi due anni di scuola superiore. Seguendo le lezioni di italiano sono più volte rimasto affascinato dai componimenti di alcuni autori tanto da rimanerne segnato. E i segni che lasciavano questi autori, insieme a note autobiografiche, formano le mie poesie. Ecco il perchè degli Influssi: perchè le mie poesie sono costruite sulle sensazioni che altri autori mi danno. Ma non pensate che io faccia un mero esercizio di copiatura: le mie citazioni sono nascoste, a volte criptiche. Il nome del Blog in realtà è uscito fuori leggendo Montale, che con una delle sue poesie mi ha dato la scintilla per creare il Blog, il titolo. Per quanto riguarda il sottotitolo, Dal mare verso riva, rimando la spiegazione ad un altro post, ci sarà tempo per spiegare.
Ora torniamo a noi.
Come ho detto tutto ciò che scrivo è un complesso influsso da parte di un personaggio o anche di più personaggi. Ma anche della mia vita: scrivo ed evidenzio nei miei componimenti solo ciò che sento vicino nel tempo stesso in cui scrivo. Non solo mi influenzano le persone, ma anche le cose e gli avvenimenti. Perchè allora ho citato Alfieri in incipit del Post? Come posso essere originale, come posso non trasformare tutti gli influssi in mere copie di ciò che è già stato detto? Creando.

Verbo II° - Creare
Quale è la cosa che l'uomo è teso a fare? Alcuni sceglierebbe per dare una risposta a questa domanda, qualcosa di qualitativo: bene, male, dolore, amore, vita, morte, errori o miracoli. Altri darebbero delle risposte estreme, direbbero che l'uomo può tutto e niente. Io credo che la questione sia molto più gen
erale. L'uomo crea.
Ciò che crea è irrilevante per rispondere alla domanda fatta all'inizio. L'uomo non tende a fare solo e sempre bene o male, dolore o amore, miracoli od errori. L'uomo soltanto crea e ciò che crea lo decide lui, di sua personale iniziativa. Sceglie se creare azioni positive, negative, malvagie, benevole. Sceglie se dare la vita o la morte, se sbagliare o seguire una logica etica.
Certo, si può anche incorrere in azioni inconsapevoli. Ma meno di quelle consapevoli. Ecco come credo di aver risolto la questione degli influssi: solo creando un mio stile. All'inizio per imparare ho a volte eccessivamente copiato stile ed temi da altri autori, ma pian piano sono riuscito ad avere uno stile tutto mio. Dall'inconsapevolezza dell'emulare sono passato al voler citare altri scritti e scrittori solo per collegare emozioni e significati, per creare un flusso di idee che, una volta letto, possa generare maggiori conseguenze e riflessioni di un unico componimento. Ho iniziato a creare, nel mio piccolo, delle "opere".

Verbo III° - Operare
Molte volte ho desiderato scrivere, molte volte ne ho avuto nostalgia quando smettevo di farlo. Scrivo principalmente per me, per affrontare, nelle righe delle poesie e delle prose, ciò che mi spaventa e mi meraviglia, cosicchè non rimangano infangati nelle mia mente problemi che credevo risolti. Molte volte i problemi che si credevano sepolti si ripropongono nei periodi peggiori, aggravando ciò che già accade attorno a noi.
Ho combattuto più volte contro la mancanza di voglia, contro quel sentimento che ti fa vedere che sei pigro anche a concludere pochi versi. Solo fiato sprecato. L'operare di penna deve venire per ispirazione e solo dopo può essere incanalato e controllato per non essere sprecato. Questo credo di aver capito. In generale, il lavoro è un modo per distrarsi dal resto. Quello che si fa scrivendo ci costringe, invece, ad affrontare quel resto. E qui io ringrazio la scrittura, comprendo che molte volte mi ha salvato dal voler troppo conoscere senza capire.

Verbi IV° e V° - Conoscere e Comprendere
Desideriamo conoscere e comprendere, tutti noi. Ci arrabiamo se non riusciamo a capire qualcosa e ci sentiamo legati alla curiosità. Vogliamo sapere tutto di tutti, instintivamente. Da qui il gossip, i tabloids, le notizie giornalistiche che sfiorano il pettegolezzo. E' nella nostra natura cercare la conoscenza. Ecco perchè molte volte arriviamo a desiderare più la conoscenza che il sapere comprendere, finendo per dar troppo peso alla curiosità ed ai fatti altrui.

Conoscere è la parte semplice.
Comprendere è più complicato.
Molte cose sfuggono alla nostra comprensione e molte volte siamo inclini a gettar tutto via proprio perchè quel tutto è troppo complicato. Un esempio, la matematica: in molti la reputano impossibile ed incomprensibile solo perchè vogliono la conoscenza, ma non vogliono comprendere. Le cose complicate ci risultano odiose perchè ci fanno sentire impotenti. Per questo desideriamo desiderare - e scusate il gioco di parole - piuttosto che avere ciò che desideriamo: perchè l'atto stesso del desiderare è semplice e non necessita altro che forza di volontà. Ed a volte, neanche quello.


Verbo VI° - Desiderare
Ecco l'altro capo del Post, il Desiderio. Inizialmente volevo intitolare questo Post "Il Desiderare", poi mi sono accorto che questo verbo è solo una parte di quelli che regolano l'uomo. Ce ne sono molti altri, che non affronterò qui. Ma essi sono comunque di minore entità: quelli che ho descritto sono, a mio parere, i più pregnanti di significato.

Desiderare è molto più semplice che Creare. Chiunque può desiderare di avere un computer, ma non tutti sanno crearne uno. Molti possono desiderare un amore romantico, ma non tutti riescono a crearlo. Molti desiderano scrivere, ma non tutti riescono a farlo. Ecco perchè si inizia copiando gli altri: si emula qualcuno finchè non si impara.
Non è tutto innato nell'uomo: molto deriva dell'educazione, dalle esperienze, dall'insegnamento e da ciò che uno comprende. Uomini quindi si diventa, piuttosto che esserlo dalla nascita.

Tutti possono comunque desiderare perchè non serve avere competenze, istruzione, esperienze ed insegnamenti alcuni per farlo. Ma ben differente è attuare i propri desideri senza tali competenze. Ecco quindi che è bene stare in ascolto per qualche tempo, come io ho fatto: i miei anni dell'Ascolto sono terminati dal primo Post lasciato in questo Blog.
Dopo tale periodo dovrebbe nascere la voglia di costruire tali desideri e le competenze suddette ci si accorgerà di averle ottenuto sul campo: crescendo ed imparando, gestendo il proprio tempo per raccogliere ciò che è necessario ad attuare i propri desideri.


Verbo VII° - Concludere
Ora credo - e spero - si spieghi molto di me e del perchè ho scritto il mio Blog ora. E le parole di Alfieri si spiegano anche loro: sostituirei in quella citazione un troppo al molto. Chi troppo legge
prima di comporre, ruba senza avvedersene e perde originalità, se ne aveva. Quindi è giusto stare ad ascoltare ed emulare per imparare, ma non bisogna eccedere, superare il limite che fa di te un mero amanuense. E' vero anche che molte persone possono non avere l'originalità, ma forse quella si può creare imparando e, umilmente, comprendendo.
E tutto ha anche un limite, tutto deve avere un fine altrimenti peccheremo di incoerenza, eccedendo.
Quindi la mia conclusione è questa: chi troppo desidera prima di creare, in realtà emula e perde la propria autonomia; egli opererà una automatica e meccanica copiatura delle conoscenze e delle comprensioni altrui, perderà la propria autonomia e diventerà schiavo del desiderio e non padrone della creazione, se mai fosse stato padrone di qualcosa.
Questo io sto pensando in questo momento, in cui sento la Nostalgia di qualcosa che mi è stato tolto ancor prima di possederlo, nonostante abbia avuto ed abbia tutt'ora, i mezzi per realizzare quel che non mi è stato tolto.
Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

PS: mi scuso per la lunghezza del post, ma un Influsso non può essere spezzato, né interrotto...

3 commenti:

Gaja ha detto...

Pochi conosco la differenza, apparentemente sottile ma in realtà abissale, che sussiste tra comprendere, e conoscere. Tutti conoscono...pochi comprendono. Pirandello aveva ragione: la gente addita, e ghigna: ecco il comico. Ma è da una più attenta riflessione che nasce l'umorismo...
Io ho osservato e ascoltato, come te, moltissime voci. Anche quelle che non osavano proferire parola; i richiami che mi mandavano le persone amiche, inonsciamente, attraverso lo sguardo. Il sentirmi impotente per non saperle adeguatamente affrontare, mi ha accompagnato e mi accompagna ancora adesso. Desidero ardente avere la felicità, e soprattutto portare la felicità ad altri; ma questo mi è precluso. Sono solo un essere umano.
Desiderare è bene, ma anche male, come dici tu, poichè troppo storpia. Esattamente... troppo sognare, troppo languire, troppo bramare alla lunga non fanno nascere nulla di nuovo, ma ti fanno macerare in te solo la convinzione che quello che brami sia l'unica cosa di cui hai bisogno.
Quasi mai è così. Io il mio stile l'ho trovato da sola... la strada per arrivare passava dal mare:)
Ciau,
GAIA

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Il tema dell'uomo come sub-creatore era stato trattato anche da Tolkien. Inutile ribadirne la validità. :)
Concordo anche per quanto riguarda lo stile. Una cosa è certa: quando qualcuno vuole scrivere in una maniera, potrà sicuramente essere influenzato da molte letture e consigli, ma non potrà cambiare il suo modo di scrivere, che in fondo coincide col suo modo di vedere - e pensare - il mondo.
Un saluto,
Federico :)

Spirito Giovane ha detto...

Grazie per i commenti...
Non posso che concordare con entrambi, ovviamente...

Spirito Giovane a.k.a. Daniele a.k.a. Fuse

 
Wordpress Theme by wpthemescreator .
Converted To Blogger Template by Anshul .