25 gennaio 2008

IX° Influsso - Cambiare e Parlare

In attesa di una probabile prossima opera di prosa, vi posto ancora un Influsso con una poesia. Stavolta voglio parlare di altri due Verbi Dell'Uomo: Cambiare e Parlare.

Cambiare
E' difficile questo atto, cambiare idea o cambiare modo di vivere. C'è chi si vanta di poter cambiare facilmente e semplicemente idea, ma in realtà non cambia affatto. Mentre c'è chi riesce a digerire rapidamente alcune cose che gli capitano attorno.
Alcuni sono conservativi e cambiano idea raramente, ma ci sono persone che mi si spingono sempre molto rapidamente a quel "voltar pagina", un abbandonar tristezza ed emozione per dedicarsi ad altro. A volte tali persone corrono troppo e una volta che si fermano si accorgono di aver solo sostituito due idee simili. Altri invece riescono benissimo ad abbandonare, a non pensare.
Cambiare però non significa seppellire. Rimane qualcosa nel fondo del cambiamento. E molte volte le persone che cambiano si voltano indietro e vedono solo un altro se stesso, forse un po' differente, ma c'è ancora, lì, quel qualcosa di riconoscibile.
E per le idee, è uguale a mio parere. Ci sono idee che cadono facilmente, perchè non entrano nel fondo, nel profondo della mente. E ci sono idee che non svaniscono mai e che non cambiano.
Ma quelle che cambiano lasciano un residuo, una traccia. Una scintilla che può riaffiorare. Uguale a prima o differente a prima. E forse cambiare non è proprio come cancellare, ma è soltanto congelare le idee e riservarle per quando si sarà maturati. Magari le si vedrà sotto differenti occhi.

Parlare
Anche questo atto, è difficile. Soprattutto quando riguarda argomenti imbarazzanti o quando si parla con persone che non si riconosce più, persone che si sono perse di vista.
Parlare è forse l'atto più ingenuo e più intenso, perchè dà la possibilità di creare senza accorgersene. Creare situazioni, fatti, emozioni. Certo, ci vuole anche una buona quantità di azioni, soprattutto che riflettano le proprie parole, altrimenti si cade nell'incoerenza.
Parlare può risolvere le cose, ma anch'esso come molte altre azioni ha un modo positivo ed uno negativo di presentarsi.
E' positivo parlare per risolvere, parlare a voce viva per conoscere e comprendere. Bisogna stare attenti alle parole che si dicono, prima di ferire inconsapevolmente qualcuno oppure di errare contro se stessi, peccare d'incoerenza.
E' negativo usare la parola per la chiacchiera maligna, per suggerire impressioni o emozioni non veritiere. Ed è negativo parlar dietro le persone, coglierle quando non ci sono e ferirle agli occhi degli altri. Tutte cose semplici da dire, ma davvero difficili da fare. Molte volte si può errare senza accorgersene, finchè qualcuno non ti apre gli occhi.

E' strano per me scrivere parole così banali, ma a volte le cose più banali sfuggono ai propri occhi. Non vedete quello che ho scritto come dei meri luoghi comuni, perchè lo sono solo quando non sono notati.
Questa poesia che segue l'ho scritta per uno di quei progetti poetici di cui vi ho parlato, quel progetto che lega tutte le poesie che ho postato fino ad ora. Spero vi piaccia.

Cambiar Parlare

La Temperanza II
Scambio idee per parole,
verbi intensi che ritengo
degni di contar l'amore e l'ingegno.
Parlo di cambiare l'idea
concreta, non il simulacro, la dea
astratta, gettata via senza ritegno.
Eterno Tempo, in cui divengon
serpi le pulsioni effimere,
distrutto sei, dalle parole vere
della ragione, ch'è generata
dalla mente. E' seme non creato,
immeritevole della vita, la rabbia:
false sono le sue statue nella nebbia.
Ma la vista, ripresasi, nota l'errato
passo e cambia l'idea passata,
verso una neonata lodevole prole.

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

4 commenti:

by ax ha detto...

[...] Alcuni sono conservativi e cambiano idea raramente

Potrei dire di essere appartenuto a questa tipologia - sostituendo raramente con difficilmente -, frutto della mia testardaggine più che di una mancanza di spirito d’osservazione.
Il riconoscerlo da parte mia e ammetterlo, oggi, si riallaccia al tuo concetto di “Cambiare però non significa seppellire” e cioè che il cambiamento vero, sentito e profondo, lascia traccia e mantiene quella scintilla nel tempo che illumina altri cambiamenti. Questo tipo di approccio l’ho appreso con gli anni e con le esperienze; la differenza tra ora e allora è un frutto della Vita stessa.
Invece il ‘voltar pagina’ facilmente mi è sconosciuto, ma è un mio limite che sto imparando a smussare, soprattutto per situazioni che non meritano attenzione.

[...] Certo, ci vuole anche una buona quantità di azioni, soprattutto che riflettano le proprie parole, altrimenti si cade nell'incoerenza.

Vero. La coerenza, o sua sorella incoerenza, non la cerco più, semplicemente perché sono le azioni che mi interessano. Le parole, soprattutto di chi è affabulatore dentro, lasciano il tempo che trovano e - sebbene rallegrino l’orecchio - scivolano dietro gli angoli senza nemmeno un cenno di saluto.

[...] E' strano per me scrivere parole così banali, ma a volte le cose più banali sfuggono ai propri occhi

Ho sempre mostrato allergia per le banalità, una sorta di prurito inarrestabile, ma allo stesso tempo ne riconosco la forza e il fascino che esercitano, una potenza che crea assuefazione, mimetizzandosi così bene da non farsi più individuare. Meglio stanarle e dargli la caccia a spron battuto - finché si ha l’ardore di farlo -, piuttosto che lasciarsi intaccare lo spirito.
Ovviamente, e per quanto appena espresso, non sottraggo me stesso dal gioco di probabile camaleonte inconsapevole.

"[...] E' negativo usare la parola per la chiacchiera maligna"

Pensandola come te, non commento.

Poesia:
Premettendo che sento le poesie come intimi giardini, preferisco parlare di impressioni suscitate piuttosto che lasciare impronte sul prato; quella che hai pubblicato l’ho letta dopo aver scritto i miei commenti alle tue considerazioni.
L’ho apprezzata molto, forse perché vicina a quanto ho espresso sopra, trovandoci punti di contatto con le serpi, la rabbia, e con il diradarsi della nebbia che lascia il respiro della rinascita all’idea passata. Complimenti.

Piccola considerazione fuori contesto:
Ancora una volta resto meravigliato dagli intenti di voi nuovi giovani - non che io sia vecchio con i miei 38 anni - e ringrazio Internet che con i suoi blog, forum e punti d’incontro, ha dato la possibilità a molti di condividere i propri pensieri e mostrare le proprie creatività. Credo sia un notevole valore aggiunto per la comunicazione e, alle volte, ne rimpiango la mancanza nel tempo dei miei vent’anni. Ma si sa... ad ognuno il suo tempo. :)

P.S. Mi scuso per la lunghezza dell'intervento.
Alex.

Spirito Giovane ha detto...

Ciao Alex, grazie per il commento!
Scusa il ritardo della risposta, ma la settimana è stata frenetica.
Dunque, sentiti libero di prendere quanto spazio vuoi: i tuoi commenti sono fantastici e davvero pieni di senso. Mi farebbe piacere, inoltre, sapere se tu hai un tuo blog in modo da venire a sbirciare ciò che leggi, sono davvero curioso dopo tutti i commenti che mi hai lasciato!
Grazie per i commenti positivi anche sulla poesia: oggigiorno è davvero difficile trovare qualcuno che apprezzi queste composizioni, ormai ero rassegnato a non trovar nessuno che leggesse con piacere poesia. Invece mi devo ricredere.
Grazie ancora per il commento Ax e torna pure quando desideri a scrivere qui le tue impressioni!

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

by ax ha detto...

Daniele, ho un blog - byax.blogspot.com -, ma non riguarda il leggere, tanto é che preferisco non usarlo come utenza per i vari commenti che mi capita di lasciare, probabilmente per timidezza.
È semplicemente un angolo - nato per gioco qualche mese fa: allora non sapevo neanche cosa fossero i blog -, dove inserisco gli ultimi film che mi capita di vedere per condividerli con alcuni amici. Per il momento niente libri o tematiche come le tue; da questo punto di vista mi riesce più spontaneo intervenire piuttosto che proporre, non sarei in grado.
Come ti dicevo provo più piacere e meraviglia nel frequentarne altri piuttosto che coltivare il mio che, forse per insicurezza e inesperienza, resta un passatempo. Almeno per ora.

Per quanto riguarda le mie letture, posso affermare – con una grosso mea culpa – che le ho riprese l’anno scorso dopo un lungo, lunghissimo periodo di abbandono, e mi sono ritrovato a voler leggere fantasy. In queste settimane sto leggendo proprio il romanzo di Andrea, ‘La Rocca dei Silenzi’.

Alex.

Spirito Giovane ha detto...

"La Rocca" per me è sacrosanta...
Fammi sapere poi i tuoi commenti...

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

 
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