15 gennaio 2008

VII° Influsso - Lei, La Morte


Immagine per il fumetto John Doe, tutti i diritti riservati a Alessio Fortunato

Mi riapproprio del mio Blog in questi giorni uggiosi per parlare di un tema che da noi provoca solo enormi masse di gente che si tocca. Compreso il sottoscritto.
Parlavo tempo fa con una mia amica e collega di corso, Ludovica, ed è saltato fuori, nel discorso che avevamo intavolato, un episodio che ha vissuto durante il corso di spagnolo che sta seguendo (mi sta attaccando sempre di più la passione per lo spagnolo e per la lirica, nonché per alcuni lirici spagnoli come Josè Carreras o Sabina Puertolas).
Si parlava di morte è la professoressa di spagnolo si lamentava che in italia sembra si faccia di tutto per non dire le cose come stanno, usando forme soft come "è mancato" o "se n'è andato", mentre se in spagna dici "mio padre se n'è andato" loro ti rispondono "ah sì, dove?". Ma il pezzo forte è quando la suddetta professoressa afferma che quando gli italiani vedono un carro funebre la prima cosa che fanno è toccarsi, mentre in spagna ci si fa il segno della croce.
Proseguendo nella discussione Ludovica mi diceva anche cose più curiose e meno divertenti, come il fatto che in spagnolo il verbo morire è riflessivo (Esempio: "mi padre se ha muerto").
So già che scrivendo questo post ho provocato numerose toccate a destra e a manca tra i (pochi) lettori del Blog, tuttavia il discorso mi è rimasto impresso perché pensai più volte all'idea della morte, inteso come fenomeno naturale (non ho mai pensato al suicidio, s'è questo che si poteva fraintendere).
Ed è vero: in Italia la morte è un argomento off-limit, come poteva esserlo il sesso negli anni passati. Se non è propriamente off-limit, è comunque trattato con i guanti. Si ha sempre l'impressione che a parlarne si attira l'attenzione della morte su di se. Almeno, così da me.
Oggi ho ripensato all'argomento per una banalità: sono andato in centro paese verso le undici e uscendo dal negozio dei miei genitori ho visto la desolazione, un deserto che non ero abituato a vedere, accentuato dalla copertura del sole ad opera di grige nubi.
Mi è anche tornato in mente un fatto accaduto in questi giorni: su uno dei tanti forum che frequento un giovane utente è mancato improvvisamente. Anzi, è morto.
Non lo conoscevo affatto, ma mi ha dato i brividi raccogliere la notizia e mi ha allargato il cuore vedere quanto affetto e che cordoglio s'è generato attorno alla sua figura.
E casualmente leggendo alcuni messaggi postati dai suoi conoscenti e amici del forum, ho aperto una raccolta di poesie di montale su un componimento: I Morti.
Allora ho sentito il dovere di dedicare qualche verso alla morte, più precisamente alla morte del giovane ragazzo.
Così dedico una poesia al nulla o al tutto che spaventa così tanto noi è che non c'è dove noi siamo, ma c'è sempre quando non ci siamo più. E' sfuggente quella donna, ma è da rispettare. Molti la odiano per quello che fa e anche per ciò che non fa, ultimamente. La disprezzano, la usano per scherzare, la deridono, cercano di dimenticarla. Perché è viva, sempre. Lei, La Morte.

Come Neve A Primavera
Il Nulla/La Morte I
Raccogliamo tutti i fiori
che può darci primavera:
forse ai morti è dato sapere
chi gli volge alti i cuori,
senz'anche al cielo credere
o che una preghiera s'avvera.
E lo trae spietata più del vivere
una forza che sfugge la mente
mortale, contro cui nulla
può osare. S'alzan preghiere
per pietà o per timore? Sulla
barca di Caronte non è presente
il tuo posto. L'Acheronte culla
altre anime verso una neve
infernale. Candide nubi contengono
la vera neve, terra brulla
il tuo corpo. E dono
questi versi ad uno straniero
perché di ricordarlo non mi ferma nulla.

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele Fusetto

7 commenti:

by Ax ha detto...

Capita sovente di toccarmi quando passa un carro funebre: lo so, è sciocco, ma temo sia un retaggio che ci si trascina dietro sin da piccoli. Forse le donne evitano questo gesto poco elegante, dimostrando maggiore tatto.
Con la morte ci ho avuto poco a che fare direttamente, ma ci penso spesso, ultimamente, per l'età avanzata dei genitori. Quando è capitato a qualcuno che conoscevo almeno un po’ mi sono sempre emozionato. Ho la certezza che la morte di persone a cui tengo mi darà un senso di totale smarrimento e abbandono. Proprio l’abbandono, anche se in questi casi è del tipo non voluto, è un emozione che mi stravolge sempre l’animo andando a rosicare laddove sono più debole.
Parlarne non mi crea problemi, sinceramente, ma preferisco temi più allegri. :)

Anonimo ha detto...

Aggiungo una virgola significativa ad una frase precedente per renderla aderente con quanto volevo intendere:
"Quando è capitato a qualcuno che conoscevo almeno un po’, mi sono sempre emozionato."

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Be', le femmine non si toccano, credo, perché non hanno niente da toccare... XD
Perdonatemi.

È vero, Daniele, in Italia ci si comporta così. Quando esco di casa per andare al centro, sono costretto a camminare lungo una strada che finisce con una chiesa, sul cui muro sono affissi manifesti di morte - a quanto pare, nelle metropoli e all'estero non esistono queste cose :D - e io, irrimediabilmente, non perdo occasione per scacciare via... la scarogna... (fortuna che nel cappotto posso mettere le mani in tasca XD)

Ammetto che spesso mi è accaduto di pensare: "E se muoio, chi va sul mio blog a dire che ho schiodato?". Sembra assurdo, ma non lo è affatto, lo hai dimostrato tu stesso. :)

Luvi ha detto...

Al contrario di quanto riportato sul Renzi, credo proprio che la lingua rispecchi la mentalità dei propri parlanti. "La lengua es un modo de ver la realidad del mundo" (cit.)
Gli Italiani, io inclusa, risultano quindi un pò ridicoli, a voler sfuggire da qualcosa che bene o male fa parte dell'ordine delle cose, qualcosa che prima o poi (speriamo poi...sono italiana!) coinvolgerà tutti.

Condivido quanto hai espresso e ti ringrazio di avermi menzionata, quale onore!

Spirito Giovane ha detto...

In Primis, grazie a tutti per i commenti.

@Ax: sono d'accordo con te che l'abbandono e la Solitudine siano strazianti. Ma sono esattamente la stessa cosa della Morte, o solo conseguenze?

@Taotor: in effetti mi sono posto il problema una volta, chi darà la notizia alla piccola comunità internet che conosco. Però non ho ancora risposta...

@Ludovica: io ti ho menzionata e tu mi menzioni il Renzi?!? No, a parte gli scherzi hai ragione. "La lengua es un modo de ver la realidad del mundo"

@Tutti: quello che volevo però far notare è che le persone generalmente e anche io fino a poco tempo fa tendono ad associare alla Morte un significato negativo quando in realtà è il dolore o la Solitudine generata dalla Morte a provocare negatività. Ovvero, la Morte in se non ha colpe, è un mero fatto naturale o, se siete credenti in qualche fede religiosa, un fatto religioso. E' la sofferenza, la Solitudine, l'abbandono, il Vuoto generato dalla Morte che a mio parere devasta le persone.
Perché se ci pensate dove noi siamo non può esistere la Morte.

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Già. Non ricordo quale filosofo (che precisione!) diceva che della morte non bisogna preoccuparsi: quando arriva, dura un attimo, quando è passata, non ci sei più.
Se ricordassi bene chi l'ha detto, questo commento sembrerebbe anche intelligente, ma... XD

Spirito Giovane ha detto...

Epicuro: http://it.wikipedia.org/wiki/Epicuro

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

 
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