14 febbraio 2008

Intermezzo 4 - San Valentino

Auguri a chi si chiama come questo santo.
Una volta c'era un romantico. Ora, fortunatamente, si è ravveduto. E non lo intendo in senso prettamente emotivo, ma in senso filosofico. Era una perduta anima romantica, idealista.
Fortunatamente ora si è ravveduto. Proprio prima di cadere nel Decadentismo più decadente, qualcuno gli ha aperto la mente. Ed eccolo qui. Senza questa forzata apertura di cervello da parte di quel grande uomo, non ci sarebbe lui, qui.
Una volta ero romantico. Sdolcinato, scrivevo poesie e canzoni esclusivamente sul tema dell'amore. Ed usavo la rima baciata con rime facili, del tipo fiore : amore. E non è che rimpianga quel periodo o che lo ritenga un rimpianto. Semplicemente, lo ritengo superato.
Una volta ero idealista. Ma nel senso peggiore che questo termine possa prendere. Vedevo le cose da una prospettiva errata, con delle priorità invertite. Ed ero succube di tale modo di vedere le cose.
Sempre in conflitto, unica forma di partenza all'epoca.
Sempre teso a desiderare, ma mai soddisfatto di ciò che ottenevo.
Sempre alla ricerca di qualcosa che non c'era: la necessità era essere alla ricerca.
Ora ho smesso di essere romantico ed idealista, sempre nell'accezione filosofica. Ora sono più verso una concezione Classica, anche se modificata e un po' reinterpretata.
Qui non c'è spazio per frasi d'amore irrealizzabile: non ho mai proferito un "per sempre" e mai lo farò. Ma ho amato, come chiunque su questa terra, credo [spero, ndr].
Non ho mai avuto sentimenti di gelosia, non possiedo le persone: solo le cose. Ma ho avuto anche io i miei momenti di cedimento, di consapevolezza che c'era qualcosa che non andava.
Tutto questo per dire che San Valentino mi sembra una sciocchezza rispetto a tutto il resto. Certo, se rimane un giorno per rafforzare e saldare un amore, è ben accolto. Ma è superfluo laddove c'è qualcosa che supera il tempo, pure con la consapevolezza della finita umana e delle creazioni della stessa umanità.
Non ho mai passato un San Valentino che non fosse solitario, perduto a pensare al mondo che incessantemente si scava la fossa con le proprie mani. Manie di egoismo a parte, anche questo San Valentino penserò a me piuttosto che ad altri. Ma ci sarà una preghiera per tutti, alla fine.
Come dissi ad una mia amica, già una volta citata in questo Blog: "Non ci resta che piangere".


[...] M'incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo.

Umberto Saba





In rosso screziato
Occasioni III
Discende ignuda dal disfatto
Amore. Affocato, risorge il piacere
screziato: avvampò il fuoco;
la darsena nell'atto
- il lampo lanciato - piombò
nel vapore. Un fiato di vento rivelò
ben poco.

Screzia e rosseggia l'aere
nel mentre: è destino ch'e il morale,
vicino al focolare provvisorio,
non terga le povere
occasioni. Perfino uno stambecco,
ubriaco di vino, non osa avvicinarsi
al nido irrisorio.

Umilmente, buon San Valentino agli innamorati,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

3 commenti:

Federico Russo "Taotor" ha detto...

San Valentino? Non gli ho dato mai importanza. Quello che hai detto però è giusto.
Però, il San Valentino di quest'anno, come ho avuto modo di dire, si è rivelato davvero marrone... XD
Un saluto rassegnato,

Federico :D

by Ax ha detto...

San Valentino è probabilmente una sciocchezza rispetto al resto, come dici, e rispetto all'Amore anche. Personalmente, però, sono contento ci sia - indipendentemente dal fattore consumistico; anche il Natale non sfugge a questo - come bandiera di un'espressione più ampia e cioè quella di sventolare la propria presenza in mezzo ad un caotico e vorticoso rincorrere la vita, senza neanche più il tempo di lasciarci ricordare che si è innamorati. Ci sono alcuni che lo sono sempre e lo dimostrano tra di loro e San Valentino è un giorno come un altro, ma, di contro, ci sono altri che non dimostrano mai nulla, neanche a San Valentino. Ecco, è proprio a questi ultimi che deve servire la giornata, come monito per prestare attenzione al sentimento che dobvrebbe far andare avanti il mondo, per non mandare alla deriva anche quel piccolo segnale e lasciarlo rilucere nella nebbia che, tristemente, avvolge le menti.

A me è capitato di fare un percorso leggermente inverso al tuo: una volta ero più classico, adesso sono più romantico, in senso filosofico. E non solo, anzi ti saluto perché vado incontro al Santo. :)

Spirito Giovane ha detto...

Grazie dei commenti, ragazzi!
Ed un cenno ci comprensione a Taotor!

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

 
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