16 febbraio 2008

XI° Influsso - D'Incoerenza e D'Indecisione

Délires
I
VIRGE FOLLE
Écoutons la confession d'un compagnon d'enfer:
"Ô divin Époux, mon Seigneur, ne refusez pas la confession de la plus triste de vos servantes. Je suis perdue. Je suis soûle. Je suis impure. Quelle vie!
"Pardon, divin Seigneur, pardon! Ah! pardon! Que de larmes! Et que de larmes encore plus tard, j'espère!

Deliri
I
VERGINE FOLLE
Ascoltiamo la confessione di un compagno d'inferno:
"Oh divino Sposo, mio signore, non rifiutate la confessione dalla più triste delle vostre serve. Sono perduta. Sono ubriaca. Sono impura. Che vita!
"Perdono, divino Signore, perdono! Ah! perdono! Quante lacrime! E quante lacrime, spero, più tardi!


Une Saison En Enfer, Arthur Rimbaud

Troppa e troppa poca. In questo periodo noto, soprattutto in me, due eccessi che non riesco a perdonarmi: troppa decisione e troppa indecisione. Il senso è questo: vi sono certi temi che, ogniqualvolta li affronto, tendono a portarmi a conclusioni troppo affrettate e decise, che si dimenticano al Ragione indietro sul selciato e mi fanno cadere in una lieve incoerenza.
D'altro canto, vi sono molte decisioni che devo prendere e che non riesco a prendere, rimanendo lì indeciso, sulla soglia, mentre le orme mi precedono sullo stesso selciato.
La mia indecisione non riguarda solo un esame rimandato all'ultimo, a causa di esiguo tempo materiale, ma anche argomenti più profondi e pesanti.
In quegli stessi argomenti, pesanti e profondi, ve n'è uno in particolare su cui, invece, non tardo a parlare e su cui mi dilungo, giungendo sempre alle solite conclusioni, quasi un ripetere la lezioncina per esser sicuro di saperla. Entrambe le cose, lo ammetto, mi spaventano.
Da un lato, non sono mai stato capace di prendere decisioni categoriche, lascio sempre uno spiraglio nella porta che chiudo, benché minimo a volte.
Dall'altro lato, certi argomenti sono talmente importanti per me da non lasciarmi il tempo per riflettere.

Uno di questi argomenti è la coerenza.
Sono forse malato di coerenza: non riesco a smettere di criticare quando peccano in questo senso.
Forse perché mi sforzo di creare una linea, un file rouge che possa identificare la mia persona, senza lasciare che gli altri mi sommergano delle loro apparenze e facendo attenzione a non calpestare i miei stessi piedi.
Ma voglio precisare che, siccome anche io sono umano e a volte qualche piede me lo pesto, la mia è una critica, e non un giudizio.
Ed a mio parere v'è differenza fra critica e giudizio: chi giudica emette anche una pena, chi critica no. Chi critica dice la sua opinione su di un certo argomento, lasciando che i diretti interessati della critica decidano dal loro canto se accettare, replicare, negare, ecc.
E, quando la gente si scaglia contro qualcuno senza farsi un proprio esame di coscienza, scusatemi, ma divento una belva. E ancora di più mi arrabbio perché io stesso spreco del tempo per valutare le mie azioni quando altre persone sputano sentenze a caso.
Ed è vero che si potrebbe dire che non c'è scritto da nessuna parte che bisogna essere coerenti. Ma, appunto perché nessuna legge lo impone, seguire la coerenza sarebbe una scelta onorevole e degna di altissimo rispetto.

L'altro argomento, l'indecisione. E qui mi ritengo più fortunato, dato che la mia è indecisione sulla scelta da compiere mentre altri sono schiacciati dall'indecisione del cammina da prendere, ancora sdraiati nel letto a pensare su che strada intraprendere.
Indecisione che a volte porta a strade sbagliate, strade che tirano fuori il peggio dell'uomo, dalla accidia alla autocommiserazione. A questi che sono lì, indecisi sul da farsi, io cito una frase di Agosti "La pigrizia è nido di violenza".
A chiunque abbia sbagliato strada e sia indeciso nel bel mezzo della via, come lo fui io, come lo fummo tutto un istante nella nostra vita, io consiglio di disincantarsi, di smettere di piangersi addosso per l'errore fatto, perché così non si va avanti né si retrocede: si resta persi in mezzo alla strada a piangere e ad aspettare che arrivi un signore a dirvi qualcosa. Ed il bello è questo: qualunque cosa vi dirà, basterà a farvi ragionare ed a farvi rialzare, per avanzare o retrocedere e cambiar strada.
Siccome insistevano nell'interrogarlo, si drizzò e disse loro: «Quello di voi che è senza peccato scagli per primo una pietra contro di lei»

Vangelo Secondo Giovanni, capitolo 8, versetto 7
A Sofròsine
La Temperanza XI

Amata mia,
benchè sia tu eletta ancor a
compagnia di Ragione esiliata,
che rifugge la rude stagione,
sento la presenza tua,
dilettevole come un'etera, che
l'uomo alletta

Tempo m'ha dato le tue rose e le
tue lettere,
tra le positive visioni e costruzioni.
Profano il papiro con
amorevole dedizione,
inebriato dal profumo tuo.
L'elezione tra le eteree muse m'ha
ispirato affetto e devozione, notizie da
dimenticata amica, ma mai lasciata senza
preghiere nelle sere autunnali.

Veniali le mie parole, non son tali da
descrivere l'effetto d'aver letto
parole tue affettuose.
Tengo stretto il
papiro sotto il cuscino.
Mi ha avvisato
Morte del tuo ritorno a
spoglie mortali, ma non speravo le voglie
mie fossero dettame
per cambiare le decisioni tue.
E saputa la tua vicinanza, capito il
programma, il domani sembra
niente in eccesso
nella vita mia, tra le tue mani.

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

3 commenti:

by Ax ha detto...

Condivido pienamente il concetto che chi giudica emette anche una pena, chi critica no.
La demarcazione non è così netta però, non è sempre facile individuarla e tracciare una riga e decidere di non oltrepassarla, neanche con le più buone intenzioni. Comunque, io sono per la critica e aggiungo costruttiva. Sono interessato alla dualità delle cose – non credo in un un’unica ineccepibile verità – e alle idee propositive per contrastare quelle che non piacciono. Un pessimo esempio, per me, lo offre spesso la politica: è preferibile stroncare e denigrare le idee dell’avversario, ridicolizzandole piuttosto che concentrarsi a valorizzare le proprie. Questo modo di agire non mi interessa, nemmeno applicato alla vita quotidiana di tutti i giorni o su tematiche di minore importanza. Sono per l’evidenziare l’anomalia, laddove presente, e superarla con la propria capacità di creatività, se mi si passa il termine.
Insomma, puntare il dito e basta non cattura la mia attenzione.

Questa è una anche una forma di coerenza che apprezzo e stimo. Per le altre sfaccettature non sono categorico e mi preme più l’onesta intellettuale: con quest’ultima si possono commettere errori ed accettarli come espressione della fallacia umana – senza trasformarli in alibi chiaramente -, mentre con la coerenza si rischia di barricarsi dietro un ipotetico quadrato d’intenti che può limitare l’azione e il pensiero. L’essere se stessi è così complesso che si esprime con coerenza ma anche fregandosene, l’importante è che si abbia sempre la possibilità di scegliere perché la vita è in perenne cambiamento.
Concludendo, vedo l’onestà intellettuale come linea primaria e la coerenza come conseguenza, ma non viceversa e con la consapevolezza che non esistono regole a definirne la gerarchia.

Sull’indecisione mi schiero con le tue parole nonostante io sia un pigro crepuscolare. :)
Chiarisco subito che l’indecisione spaventa anche me e riprendo una tua frase: “lascio sempre uno spiraglio nella porta che chiudo, benché minimo a volte.”.
Da una parte mi sento orgoglioso perché lo spiraglio è indice di umanità e tentativo di comprensione, dall’altra la sensazione di insicurezza è snervante.

Alex.

tizi ha detto...

ciao! io ti ringrazio..è stato proprio bello leggere questo tuo post..mi ha fatto riflettere e mi ci ritrovo parecchio..aah l'indecisione! è veramente un bel problema..sta di fatto che prima o poi una scelta va presa sennò si rischia di impazzire..noi siamo liberi di scegliere!ma spesso quanta fatica..la libertà sembra sempre positiva!non sempre invece lo è! quante volte si è tormentati?quante volte non ci si sente sicuri?quante volte non si sa se seguire l'istinto o la ragione?quante volte non si sa dove sbattere la testa?che bel dilemma..credo che grazie agli errori si possa imparare tantissimo..come dice Coelho l'esperienza è la somma delle nostre sconfitte! allora perchè non scegliere?? può andare bene o può andare male, nel secondo caso va bene lo stesso, hai provato!hai tentato..che male c'è! l'errore è umano e grazie a l'errore si impara tantissimo!

non sempre si è coerenti con se stessi figuriamoci con gli altri..dobbiamo imparare ad amare noi stessi, i nostri difetti! questa è la soluzione per vivere al meglio.. "ama il prossimo tuo come te stesso" è la chiave della nostra esistenza..se non ami te stesso non amerai mai l'altro!allora diamoci da fare..la vita è un lungo cammino..prima o poi ognugno troverà la sua strada e vivrà serenamente! con simpatia Tizi

tizi ha detto...

ciao! io ti ringrazio..è stato proprio bello leggere questo tuo post..mi ha fatto riflettere e mi ci ritrovo parecchio..aah l'indecisione! è veramente un bel problema..sta di fatto che prima o poi una scelta va presa sennò si rischia di impazzire..noi siamo liberi di scegliere!ma spesso quanta fatica..la libertà sembra sempre positiva!non sempre invece lo è! quante volte si è tormentati?quante volte non ci si sente sicuri?quante volte non si sa se seguire l'istinto o la ragione?quante volte non si sa dove sbattere la testa?che bel dilemma..credo che grazie agli errori si possa imparare tantissimo..come dice Coelho l'esperienza è la somma delle nostre sconfitte! allora perchè non scegliere?? può andare bene o può andare male, nel secondo caso va bene lo stesso, hai provato!hai tentato..che male c'è! l'errore è umano e grazie a l'errore si impara tantissimo!

non sempre si è coerenti con se stessi figuriamoci con gli altri..dobbiamo imparare ad amare noi stessi, i nostri difetti! questa è la soluzione per vivere al meglio.. "ama il prossimo tuo come te stesso" è la chiave della nostra esistenza..se non ami te stesso non amerai mai l'altro!allora diamoci da fare..la vita è un lungo cammino..prima o poi ognugno troverà la sua strada e vivrà serenamente! con simpatia Tizi

 
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