28 aprile 2008

Influsso XVI° - L'Ingenuo ed Il Genio

Voglio prima di tutto scusarmi. Scusarmi come faccio ogni tanto, perché reputo alcune cose degli errori. Mi scuso perchè questo intervento forse offenderà qualcuno, ma non meno di quanto alcune volte certe parole offendino me. Ma sia chiaro che non mi scuserò per quello che dirò da qui a poco perché sono idee e spunti a cui tengo davvero tanto. Così tanto che quando una persona compie queste azioni, mi arrabbio, soprattutto perché io stesso tento di non farle e per ora poche volte ho dovuto rimangiarmi la parola. Preciso che chiunque non voglia leggere parole un poco sarcastiche e pungenti, non deve continuare: criticherò alcuni comportamenti anche prendendo parole petrose, quasi come un Intermezzo. Anche se questo post rimane un Influsso per via della sua valenza di monito e non di accusa o giudizio senza possibilità di confronto.
Foto rimossa per volere dell'autrice - Mi scuso ancora per il disguido e il problema da me generato. Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele Non amo sparlare. Non lo faccio spesso, anzi. Tengo a freno la lingua più che posso e cerco anche di non farmi gli affari degli altri. Ed è per questo che non mi va giù quando qualcuno si fa i fatti miei o sparla di me. Soprattutto quando si fa i fatti miei interrogando terzi sul mio conto.
Ho vissuto anni terribili in cui ho visto sotto i miei occhi persone che si scannavano l'un l'altro di nascosto per poi fare il sorriso e la faccia semplice quando si incontravano. Ho visto soprattutto persone che sparlavano e denigravano altre a terzi e poi chiedevano aiuto a chi avevano attaccato precedentemente. Io stesso ho negato poche volte il mio aiuto a chi, prima o dopo, mi derideva o mi ha deriso. E certi ebeti non li sopporto proprio. Vale quindi che non sopporto neanche chi s'interessa senza permesso di me senza venire direttamente alla fonte.
Qui faccio una precisazione di carattere generale. Non si odia e non si odierà mai [almeno nel mio caso] una persona per quello che è, ma si reputerà un comportamento o un'azione irritante. Ed ancora specifico: non è tanto un fatto che mi irrita, ma il modo con cui avviene.
Uno può anche chiedermi qualcosa, incuriosito da ciò che vede attorno a me. Ma con i dovuti modi e venendo dal sottoscritto ed al massimo riceve un altrettanto educato "No Comment".

Ci sono davvero comportamenti che mi fanno imbestialire. Soprattutto certe azioni che le persone compiono o il modo in cui le compiono. Ed un'altra di queste cose è quando la gente si inventa cose che non sono state dette. Molte volte succede anche tra me e mio fratello, perché tra di noi siamo molto suscettibili ed appena ci sfioriamo esplodiamo. Se io gli dico di non fare una cosa, lui parte con un'invettiva [alla Dante, ndr] tutta incentrata su di un solo punto: fare l'offeso.
Questo offendersi porta a volte a dire delle cose per rabbia che in realtà o sono soltanto pensate o non sono affatto pensate. E' come se io dicessi alle ferrovie di far partire un treno con tre vagoni da Milano verso Roma ed invece attaccano dietro la locomotiva otto vagoni. Ovviamente cinque sono in più e non sono richiesti, anzi, potrebbero essere non graditi a chi aveva ordinato il treno.
Quello che cerco di dire è che odio quando le persone tirano conclusioni affrettate e dovute all'impulso, alla rabbia, alle emozioni incontrollate.

Così comincio ad arrabbiarmi quando qualcuno utilizza male Ingenuità e Genialità. Sono due facce di una stessa medaglia e non sono sempre positive o negative. Dipende dall'uso che se ne fa.
C'è un modo per sfruttare la propria Ingenuità o per crearla ed è quel comportamento tale che ti permette di vivere le cose che accadono senza farsi troppo male. E' come mettere una barriera fra te ed un masso che ti crolla addosso.
C'è un modo per sfruttare male la propria Ingenuità ed è il vittimismo. Molto idealistico e romantico, aborro anche tale comportamento perché crea negli altri una sorta di blocco dettato dalla pietà.
C'è un modo per usare la propria personale Genialità [intesa in senso largo come capacità mentale, intelletto, conoscenza, ecc] ed è quando si compie un'azione ragionata che è la somma di tutto quello che uno può dare di se. Come quando si studia per un'esame intenso e lungo [Letteratura Italiana A, prosit] o quando si suona una canzone [con la chitarra, ndr]. E' quell'azione in cui non serve fare nient'altro che usare la ragione per non provocare danni. Odio infatti quando qualcuno si chiede dove ha sbagliato dopo un evento in cui si era buttato a capofitto senza pensare adeguatamente, né troppo né troppo poco.
C'è un modo per usare male la propria Genialità ed è il titanismo. Anche questo idealistico e romantico, quando qualcuno si propone come un'entità infallibile e necessario, qualcosa che è al centro di tutto e di tutti.
Non concluderò questa volta con una poesia perché questi pilastri della mia personale visione delle cose sono ormai parte di me e non devono essere "digerite" o riflettute più a lungo di quanto non abbia già fatto. Mi scusa ancora se ho offeso certe persone: non ce l'abbiano con me. Odio i comportamenti e non le persone così come "si dice il peccato e non il peccatore". E qui chiudo.
Spero di aver chiarito [anche a me stesso] quei punti ancora in sospeso che ho lasciato alle mie spalle, quei pochi sassolini ancora dentro alle mie scarpe...

Umilmente, con chiarezza mentale,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

13 aprile 2008

Influsso XV° - Selve (& Silvio)

Ei fu, siccome ormai conosciuta l'italiana stirpe, ancora in forza. E parlo di Silvio. Berlusconi vince, con aiuti vari, con sostanziali presenze esterne, ma vince. Risultato quasi previsto. E mi fermo qui, nulla più dico.

C'è totale disordine e confusione nel mondo. Vero? A mio parere si. Un gigante ossimoro si muove come un verme a destra e a manca. Ed ogni volta che fa tremare il terreno con le sue violente ed improvvise manovre, tutto si ridisegna e si confonde di più.
Viviamo in labirinti di parole, dove una promessa non è una promessa, un programma è volante e poco scritto, le risposte lasciate su granelli di sabbia vicino alla spiaggia, dove il fuoco riscalda le mani a piccoli e solitari viaggiatori.
Si fanno a botte per deturpare il passato, il presente ed il futuro degli avversari, mangian voti e seggi all'opposizione o alla forza di governo, propongono disegni di legge, non danno fiducia al Governo. E tutto il resto? Ideali, nel cesso? Leggi pensate per migliorare il paese - intero - nel cesso? Le promesse fatte, nel cesso?
Troppa confusione, troppo andare e venire, troppo tentar di restare, troppo interesse personale.

Dicono che sia la scuola a formare i ragazzi, dicono che si ha nel sangue il proprio carattere. Balle, a mio parere. La funzione educativa della scuola ad oggi giorno è pari al 5%, insegna le materie e basta. Certo, si ascoltano i professori, si studia, si ragiona. Ma non credete che a scuola possano fare molto per insegnare a comportarsi ed a vivere. E' l'educazione che conta, quella impartita in casa, nella mente dei ragazzi fin da giovani. Quell'insegnar ciò che è giusto e sbagliato, comportandosi da genitori e non da "amici" dei propri figli.
Ed anche la società deve fare il suo ruolo, ma non solo la scuola, tutta insieme. E non è nel vietare alcuni film al cinema o nel mettere le fasce protette in TV che si risolve tutto. Se poi le fasce protette servono per concentrare programmi come Amici&Vari - nonchè le tribune politiche - nelle fasce pomeridiana, per carità. Poi ci si spaventa per le dodicenni che si vestono da lucciole, i tredicenni che si ubriacano, le quattordicenni che bestemmiano, i quindicenni che son sfasciati.

Se a trentacinque anni nel Duecento, a metà del cammino della vita, si stava in una selva oscura, qui da noi un ventenne, con la metà di esperienza e conoscenza rispetto ad un quarantenne medio coevo, con il doppio dell'esperienza rispetto ad un ventenne medio del Duecento - e con un briciolo di cervello - sta già in una Selva, oscura ed anche non troppo morale come quella di Dante, ma reale. "Ho visto cose che voi umani non potete immaginarvi"? No, ho visto quello che vedo ogni giorno e che molti non ammettono, che alcuni sottovalutano ed altri sopravvalutano: crisi e delusione. E non so più che dire a riguardo.
Ogni giorno tiro avanti, scrivo quattro versi, rido, vengo deriso, piango, mi vanto, respiro, penso, parlo. E ci sono cose che odio, cose che mi fanno arrabbiare, cose che vorrei non fare, cose che vorrei poter dire, ma per quieto vivere, devo tacere. A volte l'unico posto in cui posso parlare, anche se cripticamente, è questo. Ed anche questa è una Selva, un intrico sottile del mio essere a volte disordinato. Ma ben è sempre cercato l'ordine, e quel che disordino poi ordinerò.
E spero che qualcuno ari il mondo intero e ripianti la foresta da capo. Ordinata a filari, o quanto meno in modo comprensibile.

Disordinato
Giorno VII/Selve IV/Ritmi II

"Vos eritis mecum sempre, dum mecum
stabunt et lachrymae et gemitus"
selve, che siete urlo fioco, eco
di umana condizione, futile gemito, mito
selle sere passate a pensar bieco, rieca
di un passato ormai temuto, morto

"Che fa quello a cui porti amore?"
Muore
il giorno, scusa se è tardi: ora perdi
il tuo trono e sei fuori. Come sonore
grida gettate a serrati occhi, agli sciocchi
pensieri - "Va via dalla vista mia"

"Che fai tu mentre ti chiamo?" - "Amo!"
in ritmi
sopiti, silenti, ved'io quel gran genio
che m'è amico, il Disordinato: respira ornato
nelle Selve, in labirinti e vie; nelle buie
strade, nei labirinti di parole; amorale,
è convinto: ha vinto solo l'orgoglio suo e l'odio.

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

3 aprile 2008

XIV° Influsso - Questo Eterno Ritorno (Parte 1)

Oggi mi gira la testa, forse è già questo un segnale.
Prima di tutto, che devo cambiare le lenti agli occhiali e secondo che la mia vita è ridondante, anzi, rimbombante di coincidenze pericolose e di ritorni, ricircoli, rifacimenti assai più temuti.
E' mia convinzione che esistano le coincidenze. Ovvero, che due fatti possano avvenire in uno stesso momento anche senza una dovuta causa comune.
Ma non credo alle coincidenze, non credo che due avvenimenti che possano accadere in breve spazio e tempo tra loro non portino, almeno, conseguenze uguali o comune o anch'esse legate tra loro. Un esempio è dato dal fatto che, per cause molto differenti, due persone si trovino a percorrere la stessa linea dell'autobus. Più e più volte. E sebbene la percorrono per giungere in un posto differente, quelle due persone comunque prendono l'autobus per viaggiare, spostarsi. Sebbene le cause e le modalità dell'incontro non siano accomunate se non dal medesimo motivo, spostarsi, le conseguenze di un ripetuto incontro potrebbero essere per una buona parte la nascita di una conoscenza o di una nuova amicizia. Questa conseguenza ha un aumento se le due persone sono un uomo ed una donna e se la donna e l'uomo sono attratti, anche solo fisicamente, tra loro. E' solo un esempio, non c'è origine autobiografica. Ma comunque è un esempio abbastanza concreto e plausibile: due persone che si incontrano per cause differenti e che possono avere una conseguenza comune.
Così mi sono sempre posto con le coincidenze: se non hanno causa o origine comune, diamogli almeno una conseguenza. E così faccio ogni volta che scrivo un Influsso. Prendo tutte le coincidenze della settimana, del mese, del giorno, dell'ora, della mia mente, della mente altrui, le setaccio, le filtro e le unisco, dandogli un significato unico. Molte volte, una poesia. Prima o poi pubblicherò anche qualcosa in prosa, ma per ora la mia vena è poetica.
Sebbene pensi ciò delle coincidenze, non ho mai creduto a tutte quelle teoria sul ritorno della storia, sui dejavù come "la storia che cambia", sull'eterno ritorno, ecc.
Ma mi è chiara e cara la visione di Nietzsche, dell'uomo che sta nel mezzo di tutte queste coincidenze, di tutto questo continuo tornare e tornare e ripensare e rimaneggiare ciò che è la vita. E se qualcuno riderà alle mie parole, qualcun altro forse le riterrà plausibili ed accettabili.
Quello che io faccio è star nel mezzo e rimaneggiare ciò che mi accade attorno, di dargli forma, di metterlo tutto dentro a dei versi, di riuscire in quelle poche strofe anche a superare quelle incertezze che continuano a perseguitarmi, quell'essere sempre in bilico fra ogni cosa che molte volte mi prende e mi usa.
Sono felice che a volte riesco a tornare me stesso, riesco a decidere saldamente e fermamente, riesco a definire maggiormente le cose. E allora, quando la smania di dare un senso è tanta, mi metto a progettare e ad ordinare le mie idee, i miei appunti, tutto quello che scrivo e che osservo. Più per me che per altri, per sapere dove andare a prendere questo è quell'appunto al momento giusto.
E così navigo in circoli. A volte sono interamente felice, a volte la felicità è una apparenza o un aspetta velato, una consapevolezza onnipresente. A volte mi piace scrivere senza impormi mete o schemi, a volte mi piace ragionare più chiaramente. A volte faccio A, a volte faccio B. Ma ogni volta tutto torna, tutto mi ripassa sotto la mano, specialmente quello che non risolvo.
Ed ecco che torno come una volta qua sul mio Blog, torno a scrivere poesia un po' malinconica, torno ad accennare ai miei impulsi d'indecisione, torno a farmi le stesse domande, torno a casa, torno a studiare, torno a sognare, torno a domandarmi, torno a dubitarmi, torno a vedere, torno a capire, torno a...
Eterno Ritorno
Il Tempo IV/ La Ruota Della Fortuna X

Ore che tornano
e piaghe che il Tempo assolverà.
Sedute là, in quei rossi spazi,

troverà,
il Tempo, una città diversa.
Una meta, la stessa, che avrà
però nuova via da percorrere.

E verrà
quell'ora che torna in circoli
che felici rende i bimbi Ercole
e le bimbe ninfe, che divincola
il cielo dal ritorno in circoli
dell'umanità.

Ora che tornano
in circoli fugaci, voraci di tempo,
il cielo saprà ancora di azzurro
e le nuvole ancora di zucchero
filato saranno per qualche tempo ancora
qua, tra sentieri fatti, rifatti, vissuti, battuti, nascosti, scoperti, cercati...
...per l'eternità...

Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele
 
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