13 aprile 2008

Influsso XV° - Selve (& Silvio)

Ei fu, siccome ormai conosciuta l'italiana stirpe, ancora in forza. E parlo di Silvio. Berlusconi vince, con aiuti vari, con sostanziali presenze esterne, ma vince. Risultato quasi previsto. E mi fermo qui, nulla più dico.

C'è totale disordine e confusione nel mondo. Vero? A mio parere si. Un gigante ossimoro si muove come un verme a destra e a manca. Ed ogni volta che fa tremare il terreno con le sue violente ed improvvise manovre, tutto si ridisegna e si confonde di più.
Viviamo in labirinti di parole, dove una promessa non è una promessa, un programma è volante e poco scritto, le risposte lasciate su granelli di sabbia vicino alla spiaggia, dove il fuoco riscalda le mani a piccoli e solitari viaggiatori.
Si fanno a botte per deturpare il passato, il presente ed il futuro degli avversari, mangian voti e seggi all'opposizione o alla forza di governo, propongono disegni di legge, non danno fiducia al Governo. E tutto il resto? Ideali, nel cesso? Leggi pensate per migliorare il paese - intero - nel cesso? Le promesse fatte, nel cesso?
Troppa confusione, troppo andare e venire, troppo tentar di restare, troppo interesse personale.

Dicono che sia la scuola a formare i ragazzi, dicono che si ha nel sangue il proprio carattere. Balle, a mio parere. La funzione educativa della scuola ad oggi giorno è pari al 5%, insegna le materie e basta. Certo, si ascoltano i professori, si studia, si ragiona. Ma non credete che a scuola possano fare molto per insegnare a comportarsi ed a vivere. E' l'educazione che conta, quella impartita in casa, nella mente dei ragazzi fin da giovani. Quell'insegnar ciò che è giusto e sbagliato, comportandosi da genitori e non da "amici" dei propri figli.
Ed anche la società deve fare il suo ruolo, ma non solo la scuola, tutta insieme. E non è nel vietare alcuni film al cinema o nel mettere le fasce protette in TV che si risolve tutto. Se poi le fasce protette servono per concentrare programmi come Amici&Vari - nonchè le tribune politiche - nelle fasce pomeridiana, per carità. Poi ci si spaventa per le dodicenni che si vestono da lucciole, i tredicenni che si ubriacano, le quattordicenni che bestemmiano, i quindicenni che son sfasciati.

Se a trentacinque anni nel Duecento, a metà del cammino della vita, si stava in una selva oscura, qui da noi un ventenne, con la metà di esperienza e conoscenza rispetto ad un quarantenne medio coevo, con il doppio dell'esperienza rispetto ad un ventenne medio del Duecento - e con un briciolo di cervello - sta già in una Selva, oscura ed anche non troppo morale come quella di Dante, ma reale. "Ho visto cose che voi umani non potete immaginarvi"? No, ho visto quello che vedo ogni giorno e che molti non ammettono, che alcuni sottovalutano ed altri sopravvalutano: crisi e delusione. E non so più che dire a riguardo.
Ogni giorno tiro avanti, scrivo quattro versi, rido, vengo deriso, piango, mi vanto, respiro, penso, parlo. E ci sono cose che odio, cose che mi fanno arrabbiare, cose che vorrei non fare, cose che vorrei poter dire, ma per quieto vivere, devo tacere. A volte l'unico posto in cui posso parlare, anche se cripticamente, è questo. Ed anche questa è una Selva, un intrico sottile del mio essere a volte disordinato. Ma ben è sempre cercato l'ordine, e quel che disordino poi ordinerò.
E spero che qualcuno ari il mondo intero e ripianti la foresta da capo. Ordinata a filari, o quanto meno in modo comprensibile.

Disordinato
Giorno VII/Selve IV/Ritmi II

"Vos eritis mecum sempre, dum mecum
stabunt et lachrymae et gemitus"
selve, che siete urlo fioco, eco
di umana condizione, futile gemito, mito
selle sere passate a pensar bieco, rieca
di un passato ormai temuto, morto

"Che fa quello a cui porti amore?"
Muore
il giorno, scusa se è tardi: ora perdi
il tuo trono e sei fuori. Come sonore
grida gettate a serrati occhi, agli sciocchi
pensieri - "Va via dalla vista mia"

"Che fai tu mentre ti chiamo?" - "Amo!"
in ritmi
sopiti, silenti, ved'io quel gran genio
che m'è amico, il Disordinato: respira ornato
nelle Selve, in labirinti e vie; nelle buie
strade, nei labirinti di parole; amorale,
è convinto: ha vinto solo l'orgoglio suo e l'odio.

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

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