3 aprile 2008

XIV° Influsso - Questo Eterno Ritorno (Parte 1)

Oggi mi gira la testa, forse è già questo un segnale.
Prima di tutto, che devo cambiare le lenti agli occhiali e secondo che la mia vita è ridondante, anzi, rimbombante di coincidenze pericolose e di ritorni, ricircoli, rifacimenti assai più temuti.
E' mia convinzione che esistano le coincidenze. Ovvero, che due fatti possano avvenire in uno stesso momento anche senza una dovuta causa comune.
Ma non credo alle coincidenze, non credo che due avvenimenti che possano accadere in breve spazio e tempo tra loro non portino, almeno, conseguenze uguali o comune o anch'esse legate tra loro. Un esempio è dato dal fatto che, per cause molto differenti, due persone si trovino a percorrere la stessa linea dell'autobus. Più e più volte. E sebbene la percorrono per giungere in un posto differente, quelle due persone comunque prendono l'autobus per viaggiare, spostarsi. Sebbene le cause e le modalità dell'incontro non siano accomunate se non dal medesimo motivo, spostarsi, le conseguenze di un ripetuto incontro potrebbero essere per una buona parte la nascita di una conoscenza o di una nuova amicizia. Questa conseguenza ha un aumento se le due persone sono un uomo ed una donna e se la donna e l'uomo sono attratti, anche solo fisicamente, tra loro. E' solo un esempio, non c'è origine autobiografica. Ma comunque è un esempio abbastanza concreto e plausibile: due persone che si incontrano per cause differenti e che possono avere una conseguenza comune.
Così mi sono sempre posto con le coincidenze: se non hanno causa o origine comune, diamogli almeno una conseguenza. E così faccio ogni volta che scrivo un Influsso. Prendo tutte le coincidenze della settimana, del mese, del giorno, dell'ora, della mia mente, della mente altrui, le setaccio, le filtro e le unisco, dandogli un significato unico. Molte volte, una poesia. Prima o poi pubblicherò anche qualcosa in prosa, ma per ora la mia vena è poetica.
Sebbene pensi ciò delle coincidenze, non ho mai creduto a tutte quelle teoria sul ritorno della storia, sui dejavù come "la storia che cambia", sull'eterno ritorno, ecc.
Ma mi è chiara e cara la visione di Nietzsche, dell'uomo che sta nel mezzo di tutte queste coincidenze, di tutto questo continuo tornare e tornare e ripensare e rimaneggiare ciò che è la vita. E se qualcuno riderà alle mie parole, qualcun altro forse le riterrà plausibili ed accettabili.
Quello che io faccio è star nel mezzo e rimaneggiare ciò che mi accade attorno, di dargli forma, di metterlo tutto dentro a dei versi, di riuscire in quelle poche strofe anche a superare quelle incertezze che continuano a perseguitarmi, quell'essere sempre in bilico fra ogni cosa che molte volte mi prende e mi usa.
Sono felice che a volte riesco a tornare me stesso, riesco a decidere saldamente e fermamente, riesco a definire maggiormente le cose. E allora, quando la smania di dare un senso è tanta, mi metto a progettare e ad ordinare le mie idee, i miei appunti, tutto quello che scrivo e che osservo. Più per me che per altri, per sapere dove andare a prendere questo è quell'appunto al momento giusto.
E così navigo in circoli. A volte sono interamente felice, a volte la felicità è una apparenza o un aspetta velato, una consapevolezza onnipresente. A volte mi piace scrivere senza impormi mete o schemi, a volte mi piace ragionare più chiaramente. A volte faccio A, a volte faccio B. Ma ogni volta tutto torna, tutto mi ripassa sotto la mano, specialmente quello che non risolvo.
Ed ecco che torno come una volta qua sul mio Blog, torno a scrivere poesia un po' malinconica, torno ad accennare ai miei impulsi d'indecisione, torno a farmi le stesse domande, torno a casa, torno a studiare, torno a sognare, torno a domandarmi, torno a dubitarmi, torno a vedere, torno a capire, torno a...
Eterno Ritorno
Il Tempo IV/ La Ruota Della Fortuna X

Ore che tornano
e piaghe che il Tempo assolverà.
Sedute là, in quei rossi spazi,

troverà,
il Tempo, una città diversa.
Una meta, la stessa, che avrà
però nuova via da percorrere.

E verrà
quell'ora che torna in circoli
che felici rende i bimbi Ercole
e le bimbe ninfe, che divincola
il cielo dal ritorno in circoli
dell'umanità.

Ora che tornano
in circoli fugaci, voraci di tempo,
il cielo saprà ancora di azzurro
e le nuvole ancora di zucchero
filato saranno per qualche tempo ancora
qua, tra sentieri fatti, rifatti, vissuti, battuti, nascosti, scoperti, cercati...
...per l'eternità...

Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele

8 commenti:

Grogal ha detto...
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Federico Russo "Taotor" ha detto...

Lo scorso autunno cominciai a scrivere una specie di "diario delle coincidenze", sul pc. In realtà non è giusto dire "delle coincidenze"... Riportavo tutto ciò che avevo sentito, quel qualcosa che si collegava ad altre cose - frasi, momenti...
Avevo cominciato a scriverlo perché volevo provare una teoria di alcuni miei racconti, qualcosa che aveva a che fare col destino, ma anche perché pensavo potesse aiutare la mia vena creativa; poi però mi sono reso conto che, appena accadeva qualcosa, correvo a scriverlo su quella specie di diario, riportavo sogni e segni (il gioco di parole è una coincidenza, tanto per cambiare).
Infine ho smesso di farlo. Perché ormai vivevo cercando segni, e la cosa più inquietante è che li trovavo - forse per paranoia, forse per altro... un pazzo per esempio, che ha paura di chessò, dei piccioni, li vedrà pure in casa sua, e allora sono "segni" o è solo il ragionamento di uno deviato?).

Ora posso dire di aver smesso di cercarli... perché sono loro che trovano me, se ci rifletto un po'.

Tirando un po' le somme, mi son detto che era un bel modo di passare la vita, interessante, poetico. Ma era anche un bel modo per rovinarsela. Allora gli arrovellamenti, invece di andarseli a cercare, tanto vale lasciare che ti travolgano.

by Ax ha detto...

Bell’influsso, Daniele.
Le coincidenze mi affascinano, simpatizzo per loro, e ne abbraccio il divertente sapore già da un po’; l’unica modifica alle tue parole per adattarle alla mia visione è il verbo credere: preferisco utilizzare lasciar esprimere, e quindi - per me - le coincidenze esistono lasciandole esprimere sotto qualsiasi forma esse decidano di farlo.
Mi sono piaciute le parole di Taotor e mi accosto a quanto scritto da lui in "[...] Infine ho smesso di farlo. Perché ormai vivevo cercando segni, e la cosa più inquietante è che li trovavo - forse per paranoia, forse per altro... un pazzo per esempio, che ha paura di chessò, dei piccioni, li vedrà pure in casa sua, e allora sono "segni" o è solo il ragionamento di uno deviato?). Ora posso dire di aver smesso di cercarli... perché sono loro che trovano me, se ci rifletto un po'” perché ritengo sia come imporre un proprio metodo deduttivo al naturale evolversi degli eventi, rischiando di inficiarne il flusso. Se ne è accorto anche lui e lo smettere di cercare, a mio avviso, è stato il passo significativo per aprirsi e poter cogliere forme nuove alle quali non siamo abituati, quali appunto sono le coincidenze. Così come mi sembra azzardato cercare di capire la potenza di un dipinto utilizzando un pentagramma, o la profondità di una poesia con un grafico, mi sembra poco attuabile cercare di cogliere eventuali segni, segnali, coincidenze, con lo strumento della pura logica: utile ma non rivelatorio. Ogni forma d’espressione ha un suo proprio linguaggio: a volte ci vogliono tempo e pazienza per trovarlo. Inoltre, quanto tempo dovremmo lasciare agli accadimenti per dimostrare un legame? E siamo certi che il nostro criterio di tempo corrisponda allo stesso criterio utilizzato dall’amato/odiato destino?
La mia risposta l’avevo già scritta nel tuo XII° Influsso, e la riprendo: “La conseguenza di un’azione può avere risultati inimmaginabili nell’immediato, ma cristallini nel corso del tempo, e la sua forza ha il potere di essere dirompente anche se originata con minimo sforzo.”
Per arrivare al punto: ritengo sia una questione di percezione e consapevolezza e con questo non sto dicendo che le coincidenze debbano essere significative per tutti.
P.S.: la mia risposta, oggi, su questo post è stata originata da una bella coincidenza di circa 18 mesi fa, che ha rimbalzato contro altre ed è corsa a ruota libera verso la sua strada. Lo scrivo col sorriso sulle labbra, ma nasconde più verità di quante ne traspaiano. :)

Spirito Giovane ha detto...

Eh, cari miei.
Questo Influsso forse pone proprio l'accento là dove siete cascati.
Io non ho quasi mai rincorso le coincidenze, ma diciamo che ci sono nel mezzo.
Ma per rigor di logica quando trovo due cose che mi capitano per differenti cause ma che hanno lo stesso modo di presentarsi, scatta la molla e scrivo.
E forse azzardo ma lo dico: poco è stato il tempo in cui ho cercato [a volte forzando la realtà] delle coincidenze.
Non sono un moderno Petrarca che qua e là commette qualche pecca per schematizzare il suo amore per una donna.
Ma raccolgo tutte le cose che mi capita di vedere e che forse altri non notano oppure che per me sono legate da una visione o da uno schema comune e per altri sono su piani differenti.

Per il verbo credere, l'ho utilizzato per rendere meglio l'idea, per accostare la frase alla ben più volte citata [senza ragione] nei film "Io non credo alle coincidenze". Io invece ci credo, ai fatti che accadono nello stesso momento e che hanno un legame, qualsiasi sia: causa, modalità, conseguenze.

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

Zololkis ha detto...
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by Ax ha detto...

Ue', questi messaggi "See Please Here" saranno, anche loro, coincidenze?
Io dico di no... solo qualche pirla che prova ad essere simpatico. Non clicco, ma visto che hai eliminato il primo, immagino non siano niente di interessante.

Spirito Giovane ha detto...

Spam che eliminerò subitissimo...
Adesso vedo se riesco a mettere un catcha per frenare quest'ammasso di inutili link...

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

Fenridal ha detto...
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