19 maggio 2008

Influsso XVIII° - Legami

Ripensavo in questi giorni a quanta soddisfazione c'è nel vivere giornate così piene e belle dopo un anno di indugi, insicurezze, fraintendimenti, ferite, silenzi e spine. Forse perché giungere ad un quarto della vita che ci è data [su un massimo di 80 anni circa, per essere ottimisti] non è da tutti i giorni ma solo di uno ed il mio capita in un mese primaverile di eccezionale bellezza [che però non è stato indulgente il 17, peccato!]. Ed in un anno di cose ne capitano. Tante.
Gente che va e che viene, mondi che compaiono e scompaiono dietro alle "Porte di Tannhäuser", opere e creazioni che muoiono o nascono, emozioni che finiscono o che cominciano dal nulla, momenti ed idee che si sovrappongono e si collegano formando un sottobosco di significati, un comun denominatore di tutto quello che c'è.
Lontano da qualsiasi concezione religiosa (ma con il rispetto delle scritture e di ogni fede e con coscienza religiosa) credo davvero che ci sia un legame segreto in molte improbabili coincidenze. Per alcuni è un Dio, per altri un Signore più materiale; alcuni credono in un certo spirito naturale, altri in un orologio meccanico già programmato. Sta di fatto che dietro alle tende del mondo qualcosa permane nell'aria, rimane. Forse è soltanto la nostra mente che ce lo fa notare, che ci fa produrre i collegamenti, ma forse è proprio lì il punto: un significato comunque c'è, lo si trova. Ed il significato ultimo di cercare è il cercare stesso: conoscere per conoscere, credere per credere, capire per capire, cercare per cercare, vivere per vivere. Ed ognuno poi guardi il mondo coi propri occhi. Io lo vedo così (spero si legga):
Non commento, lascio segno e ci ritorno più avanti. Non commentatelo, non vi risponderò. Ma se posso correlarlo di metafora, direi che noi siamo quelli che camminano lungo una spiaggia con su un lato un panorama tagliato o meno da un muro o da un ostacolo e sull'altro lato un mare, a volte quieto, a volte agitato. E mi giustificherò e contestualizzerò più avanti.
Questo perché l'Influsso è concepito come un elenco, non in serie di importanza, di consigli e ringraziamenti a coloro a cui tengo. Ed ogni comportamento che loro hanno tenuto e che mi è piaciuto diventa un simbolo, un conoscente diventa un personaggio, un comune denominatore di una categoria più vasta. Cosicché ognuno può ritrovarsi in una o più categorie.
Alle amiche ed agli amici, un sentito grazie per tutto.
Agli egoisti titanici, un consiglio: non ragionate troppo!
Agli egoisti vittimistici: incominciate a ragionare!
Agli incerti ed insicuri: sono sicuro io, per una volta, che con i dovuti modi tutto si risolve.
Ai delusi ed amareggiati: coraggio! Se vi conosco bene so che riuscirete a cavarvela nel modo migliore.
Ai maestri di vita che mi hanno insegnato: un enorme grazie.
A chi rivedo e chi non vedo: la quantità di volte che ci vediamo non mina l'affetto che mi lega a voi.
Agli amici intermittenti: ammiro il vostro potere di ricrearvi e di mostrare ogni volta un volto nuovo ed originale. Non sprecate questo vostro talento!
Alle amiche lontane: comprendo e capisco, nel mio limite mentale, ed il mio affetto rimane invariato.
Agli amici stanchi e rassegnati: riposatevi e rincuoratevi!
Ai nuovi amici ed alle nuove amiche con cui condivido certi ideali di vita: sono contento di avervi trovato.
A quelli che ti ascoltano e si fanno ascoltare: ci sarò sempre per ogni problema nei miei limiti di ventenne un po' matto!
All'amico che dona felicità: spero che ti ritorni almeno tanta felicità quanto me ne hai donata, se non il triplo.
All'amica che scompare: sei pazza e per questo adoro certe tue follie. Grazie di tutto!
Al fratello che ho e a quello che ho acquisito: siete pazzi e vi adoro per questo. Grazie di tutto!
Alla sorella che non ho ed a quella che ho acquistato: sei mitica, oltre che pazza come i fratelli. Grazie anche a te!
Alla bimba, con un immenso abbraccio ed un "ti voglio bene" immane, grazie!
Alla bimba ancora piccolina, ma egualmente bella, sei la vera speranza del mondo.


Tiramolla
Colori I/Musica II/Dantesca III
In questo tiramolla colorato, troppo
o troppo poco diede peso alle
insicurezze sue. Largo spazio
al suo Egoismo che pervase il tempo
loro, il loro tempio silvano
fra il buio della notte. Le note
di questa melodia non le conosco
e s'è bene o s'è male,
lo disconosco, anzi lo nego e ricaccio
nell'inconscio l'ebrezza di sbranare,
mentre rilascio l'incertezza di guarire,
non la mia sinistra ferita, ma le altrui.

Umilmente e con affetto,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

11 maggio 2008

Influsso XVII° - L'Importanza Del Modo (L'Egoista)

Questo Influsso vuole essere una spiegazione, una risoluzione di una serie di interventi. Quasi una perla finale di una corona, che spiega perché ed in che modo io critichi alcune persone e, soprattutto, alcuni comportamenti. Dopodiché spero di dedicarmi a quel famoso intervento in prosa che rimando sempre, nonostante io stia scrivendo ultimamente sia in poesia che in prosa.
Ogni mia riflessione, ogni mia discussione, parte dalla mia vita di tutti i giorni. Ma non rimane sospesa al vago vivere. Tento di rendere ogni mia possibile opinione un carattere generale, una critica più riferita verso un modo unico di comportarsi, che al comportamento singolare di una o più persone. Il vero protagonista di ogni mio intervento è sempre velato. Questa volta lo messo tra parentesi nel titolo: l'Egoista. Questo oscuro personaggio poteva essere anche inserito come terza persona nel precedente intervento. Ed ogni intervento che criticava un modo di essere, ne prendeva spunto.
Insomma, il primo oggetto delle mie critiche sono io. Questo è il mio egoismo, il mio voler stare al centro di tutto. Raramente non mi faccio qualche remora su un eventuale errore fatto, su di una parola detta di troppo, su un comportamento che io ho tenuto e che non mi è piaciuto. E' l'egoismo che ultimamente arranca sempre più in certi miei comportamenti ed è il mio peccato in questo intervento, che è molto egocentricamente un modo per spiegare come sono fatto io a questo punto della mia vita. E quindi di Egoismo si parla.

Esistono poche cose che sono negative o positive a priori. Molte azioni e soprattutto molti modi di comportarsi e di essere sono relativi. Possono prendere varie strade, positive o negative oppure neutrali. Alcuni causano gravi danni, altri ottime conseguenze. Così come tutti, anche l'Egoismo è una forma di comportamento che a mio parere ha varie forme.
Due forme mi interessano in generale, per riallacciare lo scorso discorso: quello vittimistico e quello titanistico. Nel primo caso l'Egoismo viene visto come una forma di paranoia: tutti sono contro di te e tu non puoi fare niente per reagire. Nel secondo invece, c'è una sorta di autoanalisi ed autocritica. La differenza fra i due comportamenti è che nel primo caso, la vittima non si ritiene causa del determinante della propria condizione, nel secondo caso invece costantemente l'uomo si chiede perché, cosa, chi, dove, quando e come.

L'importanza è nel modo. Un'azione si definisce per causa e conseguenze. Ma stiamo attenti a non isolare e a non contemplare le modalità con cui un'azione si compie, perché sono la vera variabile della vita. Così un uomo che uccide un altro ha sempre e comunque un comportamento errato verso la vita, ma se l'omicidio avviene per legittima difesa, il suo comportamento si potrebbe classificare come una difesa della vita? Oppure come una contropartita?
Il modo cambia, varia le cose. Ci sono modi e modi, modi per piangere, modi per ridere, modi per seminare, modi per raccogliere, modi per andarsene, modi per tornare, modi per abbracciare, modi per allontanarsi, modi per conservare e modi per gettare. Ed ogni modo ha la sua quantità positiva o negativa che varia la totalità delle azioni.

Ed ecco quindi che ora spiego perché io critico i comportamenti: è un modo per comprendere, per capire. Criticare non significa giudicare perché non ammette una pena da scontare se non quella di portare a riflettere chi critica e chi viene criticato.
Io critico negativamente chi utilizza in malo modo l'Egoismo, inteso come "propensione ad essere il centro dei propri pensieri e dei propri doveri". A volte l'Egoismo è utile per una profonda analisi interiore e privata, senza mai generare.
A volte invece l'Egoismo sbaglia, laddove viene utilizzato come catalizzatore di ogni pensiero, come quando le persone pensano di essere le uniche al centro del mondo, quando pensano che tutto gli sia dovuto, che loro hanno cose più importanti a cui pensare degli altri.
L'Egoismo è malamente utilizzato quando una persona chiede un parere ad un altro solo per cercare un appoggio, solo per cercare qualcuno che la pensi come lui, che gli faccia da spalla, molte volte quando c'entra di mezzo il risentimento, la vendetta.
E tutti i comportamenti che ho criticato qui io li ho provati sulla mia pelle. Alcuni di più ed altri di meno, alcuni vissuti, altri subiti.
Come postilla volevo dedicare una delle seguenti poesia ad una creaturina che con l'Egoismo e l'Importanza Del Modo non centra molto se non che è il miglior modo per dimostrare affetto vero e profondo amore. Sperando che l'Egoismo non la tocchi troppo, ma nel giusto modo e nella giusta quantità.

"Dalla XIV Cantica, La Temperanza"
Postilla Di Verità
Dantesca I/Salmo CCXLVI
Invero è vero che infine il fine è
il voler troppo e/o troppo poco che
se non sempre è spesso
il non star nel mezzo fra le nostre vite

Fanciulli Nel Limbo
Sole I/Inferno II/L'Innamorato III
Come può aver sì
Ampio magnetismo la
Minima e massima
Idea del bene profondo,
La labile e debole
Luce del mondo? Ancor mi
Atterra il sorriso delle bimbe...

Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele
 
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