11 maggio 2008

Influsso XVII° - L'Importanza Del Modo (L'Egoista)

Questo Influsso vuole essere una spiegazione, una risoluzione di una serie di interventi. Quasi una perla finale di una corona, che spiega perché ed in che modo io critichi alcune persone e, soprattutto, alcuni comportamenti. Dopodiché spero di dedicarmi a quel famoso intervento in prosa che rimando sempre, nonostante io stia scrivendo ultimamente sia in poesia che in prosa.
Ogni mia riflessione, ogni mia discussione, parte dalla mia vita di tutti i giorni. Ma non rimane sospesa al vago vivere. Tento di rendere ogni mia possibile opinione un carattere generale, una critica più riferita verso un modo unico di comportarsi, che al comportamento singolare di una o più persone. Il vero protagonista di ogni mio intervento è sempre velato. Questa volta lo messo tra parentesi nel titolo: l'Egoista. Questo oscuro personaggio poteva essere anche inserito come terza persona nel precedente intervento. Ed ogni intervento che criticava un modo di essere, ne prendeva spunto.
Insomma, il primo oggetto delle mie critiche sono io. Questo è il mio egoismo, il mio voler stare al centro di tutto. Raramente non mi faccio qualche remora su un eventuale errore fatto, su di una parola detta di troppo, su un comportamento che io ho tenuto e che non mi è piaciuto. E' l'egoismo che ultimamente arranca sempre più in certi miei comportamenti ed è il mio peccato in questo intervento, che è molto egocentricamente un modo per spiegare come sono fatto io a questo punto della mia vita. E quindi di Egoismo si parla.

Esistono poche cose che sono negative o positive a priori. Molte azioni e soprattutto molti modi di comportarsi e di essere sono relativi. Possono prendere varie strade, positive o negative oppure neutrali. Alcuni causano gravi danni, altri ottime conseguenze. Così come tutti, anche l'Egoismo è una forma di comportamento che a mio parere ha varie forme.
Due forme mi interessano in generale, per riallacciare lo scorso discorso: quello vittimistico e quello titanistico. Nel primo caso l'Egoismo viene visto come una forma di paranoia: tutti sono contro di te e tu non puoi fare niente per reagire. Nel secondo invece, c'è una sorta di autoanalisi ed autocritica. La differenza fra i due comportamenti è che nel primo caso, la vittima non si ritiene causa del determinante della propria condizione, nel secondo caso invece costantemente l'uomo si chiede perché, cosa, chi, dove, quando e come.

L'importanza è nel modo. Un'azione si definisce per causa e conseguenze. Ma stiamo attenti a non isolare e a non contemplare le modalità con cui un'azione si compie, perché sono la vera variabile della vita. Così un uomo che uccide un altro ha sempre e comunque un comportamento errato verso la vita, ma se l'omicidio avviene per legittima difesa, il suo comportamento si potrebbe classificare come una difesa della vita? Oppure come una contropartita?
Il modo cambia, varia le cose. Ci sono modi e modi, modi per piangere, modi per ridere, modi per seminare, modi per raccogliere, modi per andarsene, modi per tornare, modi per abbracciare, modi per allontanarsi, modi per conservare e modi per gettare. Ed ogni modo ha la sua quantità positiva o negativa che varia la totalità delle azioni.

Ed ecco quindi che ora spiego perché io critico i comportamenti: è un modo per comprendere, per capire. Criticare non significa giudicare perché non ammette una pena da scontare se non quella di portare a riflettere chi critica e chi viene criticato.
Io critico negativamente chi utilizza in malo modo l'Egoismo, inteso come "propensione ad essere il centro dei propri pensieri e dei propri doveri". A volte l'Egoismo è utile per una profonda analisi interiore e privata, senza mai generare.
A volte invece l'Egoismo sbaglia, laddove viene utilizzato come catalizzatore di ogni pensiero, come quando le persone pensano di essere le uniche al centro del mondo, quando pensano che tutto gli sia dovuto, che loro hanno cose più importanti a cui pensare degli altri.
L'Egoismo è malamente utilizzato quando una persona chiede un parere ad un altro solo per cercare un appoggio, solo per cercare qualcuno che la pensi come lui, che gli faccia da spalla, molte volte quando c'entra di mezzo il risentimento, la vendetta.
E tutti i comportamenti che ho criticato qui io li ho provati sulla mia pelle. Alcuni di più ed altri di meno, alcuni vissuti, altri subiti.
Come postilla volevo dedicare una delle seguenti poesia ad una creaturina che con l'Egoismo e l'Importanza Del Modo non centra molto se non che è il miglior modo per dimostrare affetto vero e profondo amore. Sperando che l'Egoismo non la tocchi troppo, ma nel giusto modo e nella giusta quantità.

"Dalla XIV Cantica, La Temperanza"
Postilla Di Verità
Dantesca I/Salmo CCXLVI
Invero è vero che infine il fine è
il voler troppo e/o troppo poco che
se non sempre è spesso
il non star nel mezzo fra le nostre vite

Fanciulli Nel Limbo
Sole I/Inferno II/L'Innamorato III
Come può aver sì
Ampio magnetismo la
Minima e massima
Idea del bene profondo,
La labile e debole
Luce del mondo? Ancor mi
Atterra il sorriso delle bimbe...

Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele

3 commenti:

by Ax ha detto...

Daniele, molti dei concetti che hai espresso in questo intervento li capisco e li vivo quotidianamente anche io sulla mia pelle – come te e tante altre persone, del resto: non si è mai soli, anche se a volte il dimenticarselo arreca ancora più sconforto a se stessi.
Il fatto di chiamarle certe situazioni Egoismo mi fa riflettere. Sì, perché gli ho sempre attribuito l’etichetta ‘Insicurezza’ e ciò che identifichi come ‘vittimistico’ e ‘titanistico’ ben si confà anche ad essa. Però, a pensarci bene, anche l’insicurezza - quando diventa un alibi – sfocia in una forma di egoismo, di quelli che isolano da tutto il resto e chiudono i canali della comunicazione. Un modo di agire più assimilabile al concetto vittimistico, nel suo oscurarsi e chiudersi a riccio, piuttosto che a quello titanistico dove mi è più facile riconoscere la sua caratteristica egoistica. O forse sono semplicemente più ricettivo rispetto alle persone insicure che a quelle super fiduciose nelle proprie capacità.
Comunque sia, più passa il tempo e meno egoista mi sento, ma allo stesso tempo l’insicurezza non migliora. :)

Spirito Giovane ha detto...

Si, l'Egoismo è più rintracciabile nei comportamenti "titanistici" ed è quello che corrisponde all'idea comune di Egoismo, ovvero incentrare tutto ciò che si ha attorno su di se. Questo a volte è un comportamento anche attivo, ovvero le persone vanno direttamente al punto e tentano con ogni mezzo di riuscire ad ottenere ciò che vogliono.
Nell'altro caso però, quello dei comportamenti "vittimistici", l'Egoismo è più subdolo: è come una consapevolezza che tutti sono lì per te, come un "non rendersi conto che le persone esistono ed hanno vita propria e propri problemi". Ma è comunque Egoismo, poichè l'attenzione è concentrata sulla propria persona.
Prova ad immaginare l'Egoismo Titanistico come un punto al centro di una sfera di persone. Questo tipo di comportamento porta le persone ad essere trascinate verso quel centro dalle azioni dell'egoista.
L'Egoismo Vittimistico invece è quello che, sempre inserito al centro di tale sfera di persone, agisce spingendo verso l'esterno qualsiasi cosa, ma in modo da ottenere un "effetto boomerang" e far tornare ogni azione su se stesso.
Spero di essermi spiegato bene con le parole, avere due disegni te li posterei ;-)

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

by Ax ha detto...

Tranquillo, sei stato chiarissimo. Li ho fatti da solo i disegni. :D

 
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