28 luglio 2008

XXI° Influsso - Piccolo Mondo Contemporaneo

Stavo riflettendo poco tempo fa, prima della vacanza, su due idee in particolare: quanto è piccolo il nostro mondo e quanti volti conosciamo. Ciò perché mi sono accorto che ogni volta che volgo lo sguardo verso una nuova direzione, incontro o rivedo persone dimenticate o ancora ne conosco di nuove.
Sono elettrizzato da questa mia abilità di riconoscere volti, sguardi, lineamenti. Devo dire che mi dona un attimo di rassicurazione: non ho tempo di sentirmi spaesato o fuori luogo che subito incontro un viso famigliare. E questo, per me, è un pregio. Forse è vero che il nostro mondo - il nostro habitat, ciò che ci circonda - è piccolo, ma io credo che sia possibile considerare vero anche il contrario: siamo noi che da piccole persone riusciamo a conoscere, a ricordare, numerosi volti che ciclicamente passano sotto i nostri occhi. Se poi un volto ci piace, se un volto ha un grosso impatto sulla nostra attenzione, allora non solo riconosciamo quel volto ma lo usiamo come metro di paragone (il tipico "ah si, quello assomiglia a Mario! [dedicato alle mie fanciulle, ndr]). Quello che voglio dire è che non è il mondo probabilmente ad essere piccolo, ma siamo noi ad abituarci a certe persone, a certi volti. E ci abituiamo perché tendiamo a costruirci un habitat che si possa identificare sempre e comunque: i nostri habitat sono la famiglia, gli amici, i conoscenti. Tutto ciò mi ha portato ad un'altra breve riflessione più profonda; ho studiato - male - in questi giorni Storia Moderna ed ho studiato la nozione di Stato Moderno. Lo Stato Moderno viene definito per avere tre caratteristiche: un territorio, un popolo e il monopolio del potere legittimo. Ora, se le persone tendono come me o similmente a me ad identificare un gruppo di uomini e donne come un habitat, una casa, una famiglia, un popolo, allora capisco di più questo mondo contemporaneo in cui la politica non interessa più di tanto, dove abbiamo un problema che è quello dell'immigrazione che non sappiamo risolvere e che manco ci fermiamo a comprendere. Oggi si è persa la nozione di Stato o Nazione. In realtà se ci pensiamo è qualche anno che ormai non esiste più lo Stato Moderno o la Nazione intesa come somma dei tre caratteri sopra elencati. Ma solo oggi vi ho riflettuto bene: non abbiamo più la cognizione del nostro territorio, sia locale che nazionale. Non voglio soffermarmi a giudicare questa affermazione: dico solo che sempre più spesso le persone identificano il loro habitat con gruppi di persone e non con frontiere geografiche. Ciò spiega a mio parere alcune cose interessanti. Prima di tutto perché l'immigrazione è forte al giorno d'oggi: la terra su cui si nasce non è tanto importante quanto lo era in precedenza, con dovute eccezioni. Secondo, le persone che emigrano in un altro paese si tengono strettamente legate in comunità di connazionali - o coetnici, parola che bisognerebbe adottare. Questi due elementi provocano due conseguenze: da una parte v'è la disgregazione della vita comunitaria - comunale o della diocesi, vedesi paesi sempre più vuoti e oratori in decadimento; dall'altra parte vi è perdita di identità nazionale [che viene mantenuta solo per eventi sportivi]. Parallelamente, si creano sacche di etnie di altre nazioni che partono alla volta di altri stati per ricominciare vita, per cercar fortuna, per fare la bella vita, per un mucchio di motivi. Mi fermo qui perché la mia riflessione si basa solo sulla percezione da parte di popoli di una nazione degli immigrati e non della percezione degli immigrati della loro o altrui condizione. Rimane però un dubbio: se è scomparsa l'idea di territorio, se manca la nozione di nazione, come mai non si è persa la nozione di clandestinità? Questo è un dubbio che devo ancora risolvere.
Il Corruttore --- Vedo pure facce nuove e sconosciute! Vedo suore che mi riempiono il cuore e la mente d'umiltà e d'agiatezza spirituale! Ma nel sovraffollato deserto mio compare anche colui che m'ha maledetto: esso è scaltro, astuto e inetto a volte; a volte mi fa concentrare più su me stesso che sul donare incondizionato all'altrui! Scivola via --- Scricchiola il ceppo nel cammino del fuoco; sulla polvere che segna la mia via vedo echi del passato. A capo chino come sotto il ventre d'una chioccia, scivola l'io mio pulcino, nasconde verità che sono secche, sono stantie. Ed una ventata di novità, che sa di lontano, è come un abbaglio, il poter credere che scricchioli solo il mondo nostro più vicino, che è l'unico anche che ci scivola via di mano. Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele

23 luglio 2008

XX° Influsso - Progetti: Prose e Poesie

Giunti faticosamente al ventesimo Influsso trovo la necessità e l'obbligo di dover informare coloro [pochi] che mi leggono e coloro [spero tanti] che mi leggeranno sui miei progetti futuri. Non parlo di progetti personali e privati: non vi annoierò raccontandovi la specializzazione o il master o il lavoro che vorrei fare. No, si tratta di progetti a mio parere più reali perché necessitano solo di una mia stesura scritta. La non profetizzabile pubblicazione di tali progetti, infatti, non preclude una minore concretezza di tali scritti.
Poesia Inizio con quella che per la prima parte del mio Blog era la cosa più preponderante: la poesia. Ho due progetti in mente: il primo riguarda una raccolta di poesie che ho scritto tra quinta superiore e primo anno di università. Una specie di diario di un maturando che non aveva questa totale sicurezza di essere maturo. Il secondo progetto è molto più ambizioso. E' nato come un gioco: ho iniziato a catalogare le poesie - come avete visto - mettendo sottotitoli e numeri. Cosa sono quei numeri e quei sottotitoli? Delle specie di segnalibri o segnali che evidenziano in un'opera più complessa e concettualmente vasta i vari collegamenti fra le varie poesie. Ho in mente un'opera che racconti una storia e che allo stesso tempo possa essere letta saltando qua e là fra le poesie, rincorrendo i numeri romani dei vari capitoletti che le poesie hanno nel loro sottotitolo. Così una persona potrà leggere una storia in poesia oppure un'analisi poetica e personale [nonché più autobiografica] di temi quali il Tempo, il Gioco, le Selve, il Giorno, ecc. Questa opera è divisa in ventidue parti ognuna delle quali è un arcano, una delle carte dei Tarocchi. Ed ogni parte a sua volta è divisa in altre parte. Ogni poesia è collegata all'altra in modo diretto ed indiretto. Il senso non è tanto spiegare in poesia il mondo o i mondi che mi circondano, ma di descriverli per quello che sono e criticarli, evidenziare aspetti positivi e negativi a volte anche giudicando e punendo o premiando alcune figure. Altro non posso dirvi di più. Prosa La prosa vede un'organizzazione meno complicata, ma non meno ambiziosa. Il mio target è quello di scrivere una o più storie di carattere fantastico o fantasy e legarlo con la filosofia, utilizzando quello schema mentale che ho faticosamente prodotto e che ho postato tempo fa sul Blog. L'idea è di far vedere come quello schema può aiutare a comprendere maggiormente cosa ci circonda utilizzandolo per costruire eventi su un mondo che è in parte simile al nostro ed in parte fantastico. In questa unione di concetti filosofici personali e di narrazione fantasy ho scelto di scrivere la storia di un uomo, o meglio, di un ragazzo che è appena diventato uomo e che deve affrontare in modo rapido la conoscenza con qualcosa più grande del normale universo. Non si tratta della banale storia di un passaggio o di un'ordalia verso l'età adulta: nelle mie storie il protagonista è già in parte adulto ed è solo per necessità che viene descritta anche la sua introduzione al mondo sovrannaturale. A differenza di storie come quelle di Harry Potter [che ho comunque apprezzato] o di altri personaggi che da ragazzi devono diventare uomini, il mio personaggio è un uomo che deve affrontare la realtà anche in un mondo sovrannaturale: non ci saranno sconti, né troppi finali dolci - o addolciti. La storia parte subito in modo tragico e forte per definire quello stacco che voglio mettere fra un certo tipo di fantasy per ragazzi, basato sull'idea della magia come meraviglia, ed un altro tipo di fantasy per adulti, basato sull'idea di mondo fantasy come ragnatela di avvenimenti e meccaniche non semplificabili e simili alle meccaniche del nostro mondo. Qui mi fermo: ho detto abbastanza e vorrei dire di più, ma preferirei non disordinare i miei pensieri ora che sono ben forti e saldi. Vi basti sapere che il primo progetto in prosa è già stato avviato seguendo differenti vie. Ovviamente non sto qua a dirvi quante volte è stato ripreso, rimaneggiato, riscritto e rivisto il tutto, ma è comunque tanto il tempo speso a maturare quello che fra poco spero riuscirò a scrivere in modo completo. Ora vi lascio, domattina partirò per una breve vacanza in montagna insieme a due amici ed alla mia ragazza: finalmente dopo un mese di studi intensi - dimostrabili dalla mia mancanza di post purtroppo - parto per rilassarmi. Spero di ritrovarvi in forma dopo questi giorni, magari con qualche commento che stimoli la mia curiosità. Grazie a tutti e a presto! Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele
 
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