3 agosto 2008

Primo Intervallo - Prima Di Partire

Trenta post e non sentirli neanche! Ebbene si, apro così il 31° post. Con un Intervallo: vedetelo come un intermezzo molto personale. L'occasione è l'ennesima partenza [improvvisata] per la montagna. Oltre all'Intervallo ho in mente altre tipologie di post che per ora rimangono nel cassetto. Ma torniamo all'argomento principale.
L'Intervallo serve per prendermi una pausa - come uomo, i poeti non vanno mai in vacanza, ndr - da tutto e tutti. Ovviamente non posso farlo senza esimermi dal lasciare una ultima traccia prima della pausa estiva, prima di partire. Questa è anche una lista metafisica - molto meta e poco fisica - di ciò che non si deve fare durante i periodi di pausa e di relax: escluderò i vari 'non studiare', 'non stancarsi', 'non lamentarsi', ecc... E' un vademecum dell'uomo che vuole stare in apatia, senza però escludersi il lusso e la comodità dell'equilibrio. Passo n° 1: Come affrontare la partenza. In modo semplice, rilassato, senza farsi prendere dal nervosismo per via dei vari stress post-traumatici causati dal viaggio, dai pensieri che riguardano lo studio e la vita a casa, dall'organizzazione dei programmi, ecc. Progettare è nell'animo umano, non si può eliminare questo punto: all'idea stessa di una vita senza progetti sta il progetto stesso di quella vita, un po' assurdo non trovate? Per quanto riguarda il pensare, potete solo scegliere la qualità dei pensieri visto che non si può smettere di pensare: solo idee serene e tranquille. Passo n° 2: Come affrontare la vacanza. Non fatevi prendere dalla mania di dover compiere esattamente ciò che avete prestabilito: mi sono accorto che molte volte mettersi dei paletti, dei punti sulla propria strada che bisogna fare ad ogni costo, comporta grossi sacrifici, ampio nervosismo e la tensione del dover risolvere le cose quando non si arriva dove si voleva giungere. Credere di poter fare tutto in poco tempo è inutile: forse è meglio aver fiducia nei propri calcoli ed anche se si sbaglia, meglio non prendersela e rilassarsi [facile a dirlo, difficilissimo a farlo]. Passo n° 3: Come affrontare i tempi morti in vacanza (ovvero come riposare) Varie opzioni: carte, cruciverba, libri, riviste, televisione, ecc. Ovviamente si parla di 'tempi morti', ovvero quando non si ha la forza necessaria neanche per svoltare la pagina della guida turistica o per allacciarsi le stringhe delle scarpe. Non desiderate l'impossibile: a volte è necessario riposare per essere poi in forma per nuovi progetti. Desiderare troppo a volte porta ad un conflitto interno per cui si vuole sempre di più, anche quando si è giunti alla meta. Piuttosto cercate di sognare di poter compiere di più o di sperare di fare meglio in futuro. Passo n° 4: Come affrontare il rientro. Vi direi con classe e dignità, con la compostezza di un Lord inglese, ma dubito di questo. Realisticamente, cercate di borbottare s buffare il meno possibile e di concentrarvi sull'obbiettivo: tornare a casa sani e salvi. Non dubitate del programma di ritorno, non serve molto dubitare: crea solo confusione e credenze vane. Piuttosto cercate di avere un senso critico per decidere quando e dove fermarvi, quale strada fare. Tutto dovrebbe filare liscio. Passo n° 5: Come affrontare i problemi di gruppo. Cercate di non giudicare mai nessuno: se possibile criticate, dite la vostra. Questo è obbligatorio, ma il giudizio potrebbe creare tensioni inutili. Cercate anche di aver fiducia nelle persone: non basta credere o non credere, si tratta di avere totale fiducia e di condividere le cose. Dividetevi i compiti, non lasciate tutto in mano ad una sola persona. Cercate di adattarvi quanto più è possibile e non lasciatevi intimidire dalle novità. Rilassatevi e siate sereni. Tutto ciò è una raccolta di idee che serve più a me che a chi lo leggerà. E' tutto per questo Intervallo, nessun'altra cosa se non una breve poesia: le ultime che scrivo sono senza indicazioni se avete notato. Sto cercando di prendere una pausa dalla progettazione e di scrivere qualcosa un poco più ragionato sul contenuto interno. Detto ciò, vi lascio alla poesia.
Prima Di Partire --- Chi sa cosa vuol dire è fortunato nel sapere solo cosa e non cosa non vuol sapere! In chiosa a ciò vi dico chissà, chissà che può tagliar il velo che copre a mo di maschera la faccia degli amici: svelerà nemici ancor più feroci, perché costretti a vicinanze odiose e non volute! Sappi che rive, sponde larghe di fiumi rapidi, hanno toccato migliaia di labbra di donna eppure non sono stati minimamente intaccati! E così animali, oggetti, enti son tutti attenti al passare della femminilità! Eppure l'uomo non ce la fa ad essere travolto! Si chiede perché, per come, per quale strano motivo la sua strada s'interrompe, i suoi progetti suonano strani ed un sentimento puro, sottile, penetra fino al profondo della mente. L'uomo si dice che venga travolto, ma in realtà non è solo travolto: è completamente fatto, interamente complice, stranamente incantato e rapidamente costretto a fare, pensare, dubitare, credere e desiderare, aver fede ed aver sogno, ragionare e non ragionare su ciò che ha e che non ha quando una donna ha. Rapido il sol si china, è ora di partire!
Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele

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