8 ottobre 2008

Influsso XXIV° - Vederci di Notte

#01F - Prologo di idee
Parliamoci chiaro: forse le mie parole vanno un poco al vento, ma se anche due o tre persone le vedono e le leggono, è un bene per me. In questo tempo si verrà a non buttare via niente, neanche le briciole: l'idea è che la decadente sera che ci ha tenuto compagnia per un bel po' di tempo, stia tramutando nella notte più nera. Non è più il tempo di dire che il crollo di una sola azienda non può far crollare un intero sistema verso la recessione: non quando fin dalle elementari ci insegnavano il termine "globalizzazione" con l'esempio - almeno a me - che uno sciopero dei contadini messicani poteva far crollare le azioni della tale compagnia di azioni a Wall Street. Capite quello che intendo? Spero di si, perché né un valore o un'opinione ferma, né le proprie idee - fra poco - potremmo più esprimere. A proposito di opinioni e di fatti: Inchiostro, giornale universitario con il quale collaboro, ha pubblicato questo breve articoletto sull'incontro con il giornalista David Randall, incontrato al festival di Internazionale: per quanto possa condividere alcune sue idee giornalistiche, mi discosto un attimo dalla sua affermazione sui blogger, cito:
«Non mi interessa nulla di quello che scrive un blogger ventenne che scribacchia sul suo computer, in mutande e pantofole, perché parla di ciò che gli passa per la testa. Ma io mi sento coinvolto in tutto ciò che succede fuori dalla sua testa. Anzi, in tutto ciò che succede fuori dalla sua finestra».
Ebbene, una parte di questa affermazione io non la condivido. Forse è vero che alcuni blogger corrispondono alla descrizione fatta da Randall, tuttavia non si faccia di tutta l'erba un fascio! Perché i Blog e le informazioni contenute in essi sono comunque parte del mondo che sta sia fuori dalla finestra di un blogger, che fuori dalla finestra di un qualsiasi cittadino. E ciò che viene scritto su un Blog, nonostante sia quello che passa per la testa ad un ventenne che scribacchia, forse è riferito a qualcosa che è capitato nel mondo oppure è legato ad un'esperienza personale vissuta in prima persona: ma di sicuro ha una base reale. E' a mio parere un bene che alcuni giovani scrivino i loro blog personali, che non hanno nulla a che fare con le notizie, ma certamente trasmettono qualcosa: l'identità di un mondo visto dagl'occhi dei diretti protagonisti, schiacciati ormai da logiche consumistiche e dettate dalla moda, che senza uno spazio per esprimersi finirebbero per decadere nella massa. E forse noi non raccontiamo sui blog quello che accade fuori proprio perché centinaia di quotidiani, riviste, telegiornali, notiziari, ecc. raccontano per noi un'epoca troppo scura, opaca e notturna che può anche spaventarci. Da che mondo è mondo, poi, credo che Popper abbia già mostrato l'impossibilità di presentare un'evento senza esserne personalmente coinvolti: già quando un uomo osserva un ente, il suo modo di osservare e la parte di ente che osserva è un'interpretazione, un'opinione. Quando guardiamo un film come Ritorno Al Futuro, ad esempio, una persona può notare i movimenti di camera quanto un'altra noti l'assetto della DeLorean DMC-12 di Doc o ancora le scenografie utilizzate. Io nel vedere questo mondo che sta cadendo a pezzi, che decade ormai da tempo, anche nelle notizie e nelle opinioni che la gente propone, non posso pensare che il tempo della sera, del vespro - di gusto romantico, gotico, decadentista - stia terminando: speriamo solo che la notte che sta arrivando sia quella corta e calda dell'estate piuttosto che quella fredda ed eterna dell'inverno. Cercate di non rimanere soli e ricordatevi che dopo la notta viene sempre l'aurora.
Quot-Immagination
Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" in quest'alba del terzo millennio.
Spirito Giovane a.k.a. Daniele Fusetto
Postilla Importante
#01R - Gli Occhi [Introduzione alla poesia]
"Trovòmmi Amore del tutto disarmato, et aperta la via per gli occhi al core, che di lagrime son fatto uscio et varco"
diceva Petrarca. Il tema degli Occhi è un tema molto utilizzato nella poesia italiana delle origini: è attraverso gli occhi che un poeta come un uomo viene ferito dalle saette di Amore, perché sono gli occhi i primi a vedere la donna amata. Si potrebbe discutere ore ed ore su questi temi, ma volevo solo concentrarmi sull'impossibilità di eliminare gli occhi dall'esperienza poetica: sono gli Occhi che il poeta utilizza. Certo, anche altre persone, altri scrittori, prendono esempio da quello che vedono oppure scrivono ciò che succede nella realtà. Ma gli occhi di un poeta vedono oltre, riescono a comprendere non solo i fatti, ma tutti i collegamenti che stanno dietro, riescono a comprendere tutto ciò che c'è alla base di un evento. Non è detto che un poeta abbia sempre ragione: può anche sbagliarsi. Tuttavia gli Occhi rimangono la base: un poeta narra quello che vede o quello che non vede, quello che sogna o che lo viene a trovare in incubo, quello che osserva nascosto in un angolo o nel pieno dell'azione. Ed agli Occhi non si può sfuggire. Pensavo negli scorsi giorni che un poeta non ha scuse: non può semplicemente decidere di smettere di vedere o di scrivere. Deve farlo, è quasi un obbligo se non un'ossessione. E non possiamo fare a meno di non pensare, siamo come "la casa dei doganieri,/ sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:" e desolata ci attende la notte "in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri e vi sostò irrequieto". Non abbiate paura di vedere e di scrivere: nonostante possa sembrare un'ossessione in realtà è il nostro modo di reagire, di pensare, di scrivere, di riflettere, di avere opinioni di fatti e fatti di opinioni. Attraverso gli Occhi possiamo notare tutto quello che c'è fuori, ma anche ciò che c'è tra le righe: cambiare una sola parola in un testo può stravolgere l'intera esistenza di una poesia; decidere questo o quel metro può dare una sensazione differente al lettore; inserire certe immagini oppure lasciarle solo intendere può portare il lettore fino alla volontà di capire cosa c'è dietro. Ed è questo che possiamo fare. Ora è tempo di andare, perchè sempre e ovunque esiste il tempo e se così è, c'è ancora qualche ora per vedere il tramonto insieme.

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