28 gennaio 2009

Influsso XXIX° - Fonti e Tematiche

The Source, artwork by christophe vacher
Questo Influsso è dedicato alla mia discesa nel campo della scrittura, con un racconto, e sulle idee che ho sviluppato da tale breve ed enigmatica esperienza. Certamente scrivere è difficile ed ancora di più se si hanno limiti di spazio e di tema, ma forse il punto sta proprio lì: per uno scrittore abbastanza bravo quelli non sono limiti ma campi ove saggiare la sua bravura. Un certo Alighieri ci insegna che 14000 versi in terzine sono uno scherzo! Invece, vorrei sottolineare l'interesse che ho trovato per due elementi che correlano la scrittura: il reperir le fonti e il reperir tematiche.
Le Fonti sono ciò che da senso ad una modulazione di un racconto. Ebbene si, in questi giorni mi piace il linguaggio tecnico-colto-strano. Che vuol dire? Che in un racconto, prendiamo esempio da un racconto fantastico, se all'interno di esso si apre una seria parentesi che tratta della riproduzione delle cokkatrici bisogna almeno sapere come diavolo si riproducono i gallinacei in generale - sempre che nel nostro piccolo mondo fantastico le cokkatrici siano gallinacei, ndr. Equivale a mettere in una scala maggiore di Do una piccola porzione di scala minore relativa di La - e spero di aver azzeccato, altrimenti il mio maestro di chitarra si potrebbe strappare i capelli! Ora, Wikipedia fornisce utili indicazioni ma probabilmente sarebbe più indicato fare una ricerca in biblioteca. Ma cosa cercare? Cosa andare a chiedere in prestito o in consultazione se non si ha la minima idea dei titoli riguardanti la riproduzione dei gallinacei? Uno dei vari situncoli molto interessante è GoogleLibri (GL) che, nonostante esponga online soltanto parti di libri, vi da tutte le informazioni sui libri che vi ha trovato e vi da anche titoli di libri che non ha in catalogo, vedere per credere: riproduzione delle galline. Un altro ideale luogo per reperire informazioni su libri è l'Opac SBN: si chiama in realtà Online Public Access Catalogue, ovvero un catalogo informatizzato che unisce tutte le biblioteche d'Italia e che vi dice anche in che biblioteca potete trovare quel dato libro. Il difetto rispetto a GL è che cerca solamente nel titolo delle opere e non al loro interno, trovando a volte libri inutili per i nostri fini (galline).
Esistono poi siti in cui è possibile visualizzare interi libri in formati di pagine web, come libri.freenfo.net; tuttavia su questi siti solitamente trovate opere letterarie e famose: sono utili giusto per controllare eventuali citazioni o per farsi una lettura su un tema particolare. La Pelagus offre le opere di importanti autori italiani; LiberLiber è un simile progetto. Ma ovviamente per scaricarsi un bel libro da lettura credo sia più utile un bel muletto.
Sinceramente, io mi sono fermato, in tutti i racconti che ho almeno tentato di scrivere, al punto due, ovvero Opac SBN. Il motivo è semplice: una volta cercato un libro in GL e trovato il libro su Opac, se proprio la biblioteca è lontano, la cerco sulla Opac della Biblioteca di Pavia - mica stupido! Quindi vi consiglio, dopo la ricerca dell'Opac nazionale, di trovare la biblioteca con l'Opac più vicino a casa vostra: consultate le liste di infoteca.it!
The Message, artwork by mikko eerola
Per quanto riguarda le Tematiche, invece, il discorso mi pare più complesso. Al di là del pudore e della sanità mentale con cui si scelgono le idee - credo che in pochi vogliano decantare un'opera poetica in onore della porchetta di maiale - le tematiche sono forse il risvolto più difficile da imprimere ad un'opera. Dicevo sopra della restrizione: anche il tema di un'opera può essere ristretto ad un certo ambito; possiamo avere un concorso in cui il tema sia il mare oppure una gara a chi scrive la miglior storia di incesti; e tanti tanti tanti altri temi.
Purtroppo una cosa che devo notare relativa ai temi è questa: i lettori sono oggiogiorno più informati degli scrittori o almeno uno scrittore intrapprendente e attento dovrebbe pensare così. Questo è il sintomo di un cambiamento all'interno della stessa letteratura di narrativa e anche di altro genere. Prima i libri venivano letti per imparare e conoscere qualcosa, anche soltanto per acculturarsi a livello letterario su quel dato autore e la sua opera; molto spesso i lettori erano decisamente meno colti dello scrittore e quindi c'era un rapporto di sudditanza tra i primi ed i secondi, cosa che produceva quel fenomeno di vate, come lo fu D'Annunzio nella sua esperienza di poeta e di scrittore. Ma con Montale già si perde il lato profetico del poetare e ne era lui stesso consapevole!
Sta avvenendo un fenomeno strano, avviato dalla nascita della critica letteraria, prima con Baretti e poi con Croce: la gente sa e ha un'opinione su tutto e questo deve essere ben stampato nella memoria. La gente conosce perchè è istruita e a questi non basta avere un racconto o un libro che metta in risalto le conoscenze dello scrittore, che sia una mera prova di cultura o di ardire o di tecnica o di stile.
Cos'è che vuole il lettore è una domanda senza risposta, probabilmente; perchè in questo mondo esistono lettori diversi fra loro e dispersi fra ogni tipo di gruppo, classe, ceto, nazionalità, etnica, credo e ideologia.
Certamente un'azione politica di scrittura porrà l'autore a selezionare tematiche che piacciono alla maggior parte delle persone, ma esistono personaggi che non sanno di poter sfondare fin quando non hanno pubblicato ventimila copie o anche di più! A svantaggio anche il fatto che il mercato del libro è a dir poco insondabile ed imprevedibile. Verrà quindi il giorno in cui saranno gli stessi lettori a richiedere un certo tipo di libro o di tematica? E' già giunto in parte, a mio parere, e bisogna farne conto, a costo di sbatterci la faccia contro. Credo che quello che scrivo io, il genere che ho scelto liberamente, sia per ora un'ambito di nicchia, soprattutto in Italia. Probabilmente arriverà un tempo in cui la richiesta di fantasy aumenterà ed allora la letteratura sarà una mera opera di mercato.
Io però credo ancora un poco nell'idea che uno scrittore, chicchè sia, possa proporsi come una figura cardine di un'età. Forse non più vate o profeta, maestro o divulgatore; ma può darsi che il suo ruolo si evolva in quello di una sentinella che attende impaziente il tempo perfetto per diffondere le sue idee e farle recepire al mondo, magari unendo azione politica e operazione culturale o letteraria. Un fine ardito, difficile da raggiungere, ma non impossibile. Ma è ancora presto per dirlo.
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

19 gennaio 2009

Intermezzo 13 - A Corto Di Parole

Anche se invece ne ho molte da dire. Volevo continuare con gli Influssi dedicati al Fantasy e continuerò infatti, ma prima un doveroso Intermezzo per comunicare qualche Informazione di Servizio. Oltre a ciò scriverò un mio personale commento in risposta a quelli di Angra e di Ax, che hanno commentato il post precedente. #P08 - Critiche alla Narrativa
Ringrazio Angra per i commenti, ma devo puntualizzare due cose che sinceramente non mi vanno giù.

Ciao Daniele, sei proprio sicuro che la narrativa debba per forza contenere dei messaggi?

La risposta è sì, ne sono convinto. Per forza? Non esattamente. Ma sfido chiunque a creare qualcosa che non comunichi niente. Le cose sono fatte per comunicare e se devo creare un brano di prosa, come un brano musicale o un'opera artistica, ci sarà sempre un luogo in cui la volontà dell'autore affiorirà: questo è inevitabile e leggi il prossimo punto per capire meglio cosa intendo. Inoltre da questa domanda te ne faccio un'altra: sei sicuro che la narrativa non debba contenere a volte dei messaggi?
Nei commenti scrivi che quando ti sei apprestato a leggere la Rocca dei Silenzi ti sei ritrovato:

a sciropparmi le opinioni dell'autore su un argomento, la manipolazione genetica, sul quale è chiaro che ne sa quanto me o anche meno. Normalmente, se voglio scrivere un libro sulla manipolazione genetica dovrei scrivere un saggio. Ma se non ho le competenze adeguate, come faccio? Idea! Scrivo un fantasy. Il fantasy diventa come il tema di fantasia a scuola: la scappatoia per chi non ha voglia di studiare

Ora, non credo che D'Angelo sia tanto stupido da aver pensato di voler parlare di manipolazione genetica e, tanto perchè non ne sa una bega, si mette a scrivere un Fantasy. Credo che sia partito dall'idea Fantasy, l'abbia sviluppata senza troppo subentrare nelle parti più tecniche e scentifiche riguardo alla manipolazione genetica e che abbia tentato di dare il suo punto di vista inserito all'interno di un contesto in cui altri personaggi della storia non la pensano come lui. E' stato un azzardo, una sfida e gli porto rispetto per quello che ha tentato a fare.
Inoltre ti faccio notare che ciò che hai detto porta ad una per me spaventosa considerazione: che chiunque abbia scritto dalla nascita della narrativa fino ad oggi non abbia fatto nient'altro che gettare al vento le sue opinioni, come se le opinioni di un Moravia, di un Vittorini, di un Pavese di un Fenoglio siano mere e semplici opinioni. E' vero, hai parlato di Fantasy e non di letteratura in generale, ma sta qui l'errore: è il Fantasy una cosa a parte o è un sottogenere della letteratura?
E le idee che D'Angelo ha inserito saranno forse non molto originali e vorranno dare una opinione della genetica forse popolare o banale, ma almeno ha tentato di creare qualcosa di originale perchè sta proprio nell'opinione soggettiva l'originalità di uno scritto. Su altre motivazioni tecniche che tu hai citato non mi soffermo: l'esperimento della Rocca può aver avuto esito ottimo o pessimo a seconda di chi l'ha letto. Ma sul fatto del trasmettere qualcosa con la letteratura e sull'originalità di un'opera non transigo: non ti è mai capitato che più di tre persone assistano ad un evento ed abbiano qualche piccola discrepanza nel raccontarlo a terzi? Se diamo ad un mucchio di persone una traccia per scrivere un racconto, mettendo obbligatorio l'inserimento di un parere sulla genetica, allora starà proprio all'opinione dei singoli elevare la propria idea sugli altri, uscendo da una banalità a volte non facile.
Queste sono le mie idee e sono state scritte senza offesa, ma in modo diretto, senza mezzi termini, per far capire quanto sono legati a queste due idee e quanto non possa discostarmi anche dall'opinione di Ax, che ringrazio anch'egli per i commenti, sempre ben ragionati e ragionevoli. Ora passo al prossimo problema.
#R04 - A Corto Di Parole
Per un poco di tempo sono rimasto a corto di parole: non sapevo e non volevo più scrivere poesia perchè ho dovuto riflettere proprio su un concetto legato a quegli espressi qui sopra: è giusto inserire il proprio punto di vista, i propri pesieri, le proprie idee nelle creazioni come poesia e prosa? Alla fine mi sono risposto che è non giusto, nè sbagliato, ma inevitabile. Come si potrebbero creare opere originali e innovative senza imporre anche solo per sbaglio il proprio essere, la propria vita, la propria esistenza? Ecco perchè ero a corto di parole, ecco perchè il silenzio era ciò che mi rappresentava di più in questo periodo. Un periodo che si è concluso con una riflessione più ampia sul modo in cui scrivo poesie, riflessione che ha portato a scrivere nuove poesie, due delle quali sono molto fiero e vado a lasciare qui sul blog.
Mondo Ferito
Giorno X° / Mondo X° / Inferno V°
La selce che gli stomaci in lancia
perforava, divenne in strada selciato:
non giovò alla terra lo sgrezzo lacerarsi.
Così, quando cala la sera, è logico saggiar
il rosso che giace sul ciglio del mondo
per veder quant'è lercio il taglio e immondo
e quante oncie di sangue necessita
per rigiovarsi in luce, il poggio alleggerito.
Onirismo
Sogno I° / Le Memorie V°
Il gregario del mattino è degno
del gregge di nubi, retaggio
della pioggia: il senno oltraggia
la memoria e il ricordo è miraggio,
lontano ostaggio del lungo meriggio.
Un'altro problema delle parole è che a volte escono, ma non rimango impresse nella memoria e quindi si dimenticano. Problema per me molto sentito perchè ho spesso la testa fra le nuvole, ma forse non tanto quanti altri. A questo problema, ed al tema del sogno dell'alba, che dicono sia più veritiero, è dedicata la seconda poesia. La prima è invece un rimando, anche se in anticipo, alla Giornata della Memoria: ricordatevi anche di quei popoli che sono stati trucidati in altre epoche, dagli avi dei nostri avi; non dimentichiamo il genocidio delle tribù africane dei Tutsi e degli Hutu; non dimentichiamo gli indiani d'America ed anche le popolazioni del Sud America. Facciamo in modo che sia una giornata per ricordare tutte le vittime di tutti i genocidi del mondo.

Notizie generali - Sto aprendo un nuovo blog, XX Nervous Breakdown, sempre su circuito Blogger. Il motivo è che sento l'esigenza di fare critica e cultura musicale. Specificherò tutto sul post di apertura del nuovo blog, ma volevo avvisare tutti, soprattutto coloro che ho linkato, di questo nuovo spazio. Il blog è aperto, ciò vuol dire che chiunque può scrivermi e dirmi "ciao, vorrei fare anche io parte di questo gruppo": eventuali informazioni saranno date ai partecipanti. Ora non aggiungo altro perchè voglio curare la cosa in modo particolare e preciso, ma avrete nuove notizie.
A presto! Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele Fusetto

14 gennaio 2009

Influsso XXVIII° - Criptici, Critici e Decrepiti

Sono riuscito, nonostante lo studio accanito, a leggermi meglio due blog molto completi ed interessanti che parlano di scrittura fantasy ed anche di critica fantasy: sono l'antro del monsignor Duca Carraroran (non fatevi ingannare, non è il Roran di Brisingr con una Carrà in più!) e quello della signorina Gamberetta. Entrambi i blog erano già fra le mie letture quotidiane (insieme al pane, ndr), ma non avevo ancora esplorato tra i meandri dei loro post. Sono nate alcune idee che preferisco mettere giù per iscritto qua per semplice motivo di comodità ed anche perchè mi sembra ingiusto commentare un post scritto giorni, se non mesi fa, solo per mio gusto. Tra l'altro, ciò di cui scrivo sono idee generali che prendono spunto da ciò che hanno scritto questi due luminari, ben più informati di me: il blog del Duca visitatelo assolutamente se volete conoscenze precise sulla Storia e sull'Oplologia, materia sulla quale è ferratissimo; quello di Gamberetta visitatelo perchè è una divoratrice di libri e le sue recensioni sono molto azzeccate. Oltre a ciò, visitateli entrambi se volete anche farvi due risate, perchè i loro toni tra il satirico e l'ironico sono inimitabili! Finita questa captatio benevolentiae, mi accingo ad entrare nella selva oscura dei miei pensamenti. #P03 - Criptici Consigli Se ogni tanto batto la testa contro al muro, è per farmi venire in mente qualche colpo di genio. Che ne so: un flusso canalizzatore, una poesia, un'idea per un racconto. Ma battendo la testa contro al muro, purtroppo, ci si fa soltanto una grande serie di bernoccoli. Perciò, armati di pazienza e di umiltà, si prendono carta e penna (o word e tastiera, ndr) e si inizia a provare. Provare cosa? A scrivere. I problemi e gli ostacoli che s'incontrano, soprattutto per chi scrive fantasy, sono già stati trattati a parte e quindi posso dirvi questo: leggete qui, qui e qui. Ma oltre a problemi ed ostacoli quello che si necessita sono altre due cose: risoluzioni ai problemi e distruttori per gli ostacoli. Quindi bisogna armarsi di santa pazienza, studiare, scrivere, provare. Qualche consiglio da dare ce l'ho, dopo adeguate prove e studio:
  • la progettazione è tutto: non inizare mai qualcosa senza abbozzare uno schema;
  • anche la sperimentazione serve: mai provate e mai saprete a cosa andrete incontro;
  • parlate solo di ciò che conoscete, se proprio siete apatici e non volete sprecare tempo prezioso ad informarvi su un tal argomento che voi aborrite;

#P04 - Criticare Devo mettervi la definizione dal dizionario così come si fa nei primi saggi delle superiori? Risparmio a voi la banalità e passo subito a citare una persona che non c'entra niente con la scrittura ma che ha ragione: cos'è che non si critica al giorno d'oggi?(Mr. Placido Domingo). Ed i cantanti d'opera ne sanno parecchio di critica. La critica serve, così com'è stata creata, ad influenzare le scelte del pubblico, a consigliare cosa andare a leggere o vedere e cosa invece no. Così facevano i critici al tempo di Benedetto Croce, così fanno adesso. Ed io stesso critico, anche se i miei toni forse sono un poco più leggeri di molti altri, così come forse, dico forse, avete letto (o potete leggere, ndr!) nel post precedente. Sono comunque consapevole che a tutto c'è un limite ed anche la critica lo ha: esistono certe scelte personali, soggettive, che a mio parere non possono essere passibili di critiche pesanti. L'originalità e l'effetto primicinqueminuti, di cui parlerò a breve, sono le cose che oggigiorno contano e la prima sta proprio nelle scelte soggettive di ogni persona: che Il Cavaliere Oscuro abbia avuto un premio sia dalla critica che dal pubblico lo dimostra il fatto che la visione di cui ne da il regista Nolan è una reinterpretazione personale. L'apparato criticabile è, a mio parere, ciò che è oggettivo e che va, sempre parlando di fantasy, dai danni che può fare una freccia ad un soldato armato nell'epoca rinascimentale alla mentalità di un'elfa della Seconda Era. D'altro canto gli scrittori sono avvisati: se errate vi beccate una sonora strigliata. Un'altro consiglio che potete aggiungere a quelli sopra è mai sottovalutare i propri lettori. #P05 - L'editoria, questa decrepita! Ed in effetti decrepita lo è un poco o forse, se non decrepita, a volte con una larga benda nera sugli occhi. Ma c'è una cosa che bisogna stagliarsi bene sulla fronte: un'impresa editoriale è un'impresa industriale e mercantile. E di qua non ci si sposta: un editore non pubblicherà mai qualcosa senza avere possibilità di riscontro economico, a meno che non possa compensare la perdita in altri settori oppure se l'autore stampato è amico/conoscente/parente dell'editori. Fino a quando si parlerà di editoria si dovrà necessariamente prendere in esame l'idea di un riscontro economico che deve esserci. Laddove un libro viene reso pubblico senza un riscontro economico per l'editore non si può parlare di editoria. Ci piacerebbe molto, non fraintendetemi, vedere un compenso adeguato per gli autori ed anche un prezzo onesto per i lettori. Tuttavia, non si può modificare un sistema impostato ormai da anni, credo che una data approssimativa per la nascita dell'editoria sia il 1815 con la Vedova Pomba & Figli. Per quanto riguarda gli ebook, sono troppo poco informato per dare dettagli precisi. Di sicuro sono fruibili, ma non quanto un libro cartaceo: basta confrontare la distribuzione delle librerie con quella dei personal computer a cranio. Poi un libro può essere regalato, un ebook no: difficilmente mia nonna ne scaricherebbe uno! XD Detto ciò passerei ad un altro punto in scaletta... #P06 - Originalità ed effetto primicinqueminuti Per restare nel discorso di non dovrebbe essere così ma lo è, parliamo di originalità ed effetto PCM (abbreviato, ndr). L'originalità è già stata toccata: a mio parere riguarda tutto ciò che di soggettivo viene messo all'interno di un libro. Ci sono soluzioni soggettive più o meno originali. Il picco dell'originalità è la genialità, posseduta solo da pochi essere con alto QI, il cui appellativo intelligente sfiora la banalità. L'effetto PCM è una cosa molto diffusa, non solo nei libri, ma anche nei film e nei rapporti personali: ricordatevi che vi giocate tutto nei primi cinque minuti. Ovviamente questo non vuol dire che dopo i primi cinque minuti di dialogo con una ragazza potete ruttare liberamente, ma che è molto importante come vi presentate ad una persona e ciò che una persona pensa di voi è dato molto spesso, e superficialmente, dalle prime battute. Poi l'opinione può cambiare, ma se fate la cosiddetta buona impressione siete ovviamente avvantaggiati e potete permettervi qualche libertà più avanti. Negli scritti l'effetto si può tradurre in effeti primecentoparole [PCP, ndr], che sono praticamente l'incipit. A volte una persona legge addirittura il primo capitolo che oggigiorno è anche linkato su molti siti ufficiali. #P07 - Del senso e del pubblico Non ho mai nascosto e non nascondo di essere un fan di Andrea D'Angelo, di aver comprato il suo La Rocca Dei Silenzi e che mi sia piaciuto. Al di là dello stile e delle parole usate e scelte, quello che mi è piaciuto di più è l'unione tra gli elementi fantasy e il senso che l'autore ci ha inserito: una cosa originale pensando al fatto che leggendo la trilogia delle Guerre del Mondo Emerso ho imparato poco a livello personale. Forse come vendere abbastanza impiegando poche forze mentali, ma non starò qui a dilungarmi. Ciò che voglio sottolineare è che un senso deve esistere in qualsiasi cosa, anche in racconti fantastici o fantasy. Deve essere un messaggio che l'autore vuole dare e deve trasudare, senza eccessi, dal testo. Oltremodo, però, è necessario che un libro abbia un pubblico: è una cosa che ho imparato a mie spese, lo scontro col pubblico. Prima con la chitarra, poi con questo blog, poi con altro ancora. E bisogna a volte, ahimè, piegarsi al volere di questo elemento, che deve essere trattato come un personaggio del libro stesso. Ora come ora il target verso cui la massa si muove è quel rapporto tra politica e letteratura, quella narrativa militante sulla scia di Gomorra; almeno così mi han detto. A mio parere, anche con grande difficoltà, si può realizzare qualcosa che sia fantasy e allo stesso tempo militante. Bisogna forse modificare un poco la concezione che il fantasy sia solo e soltanto un allontanarsi dalla realtà. Forse esagero nel dire che una delle vie del fantasy potrebbe essere quella di dimostrare che allontanarsi dalla realtà non vuol dire trovare erba migloiore; oppure un'altra via potrebbe essere intrappresa se si vuole dare ragione a una larga fetta di pubblico del perchè certa gente legge fantasy per allontanarsi dalla realtà. Di sicuro un mix tra fantasy e senso, che sia etico, morale, politico o di altro genere, è possibile. Certo, quanti ostacoli! Ma sperimentando, andando per piccoli passi, forse un giorno ne vedremo l'alba. Sperando che vi sia utile tutto ciò, Spirito Giovane a.k.a. Daniele

PS: la prima immagine è Ikkyu and the Hell prostitute di Shikuri Uraji, tratta dalle Lezioni della Cripta. La seconda immagine, invece, è la copertina di Nervous Breakdowns: Art of LeSean Thomas. Tutti i diritti sono riservati ai rispettivi autori. PPS: oh Duca, la prossima volta che verrà a Pavia mi avvisi! Sarei onorato di offrirle almeno un caffè o soltanto di conoscerla!

13 gennaio 2009

Influsso XXVII° - Breve e Conciso

Ho finito di leggere Brisingr di Cristopher Paolini. Indubbiamente, il libro risulta al di sopra di altri autori stranieri. Tuttavia denoto con un poco di amarezza alcune ingenuità che per me l'autore ha mantenuto nel corso di questo ciclo:
  • tendenza a ripetere troppo spesso i fatti accaduti, come se ogni capitolo fosse un racconto a se stante;
  • tendenza ad entrare troppo in certi particolari a volte inutili per il proseguo del racconto;
  • alcuni piccole confusioni che generano incoerenze a livello narrativo: ad una lettura superficiale diciamo che ci sono cose che sembrano non quadrare;
  • mancanza di fluidità nell'intreccio. A volte gli eventi si sviluppano con grazie, altre volte in modo ingenuo e prevedibile. Lo stile è quà ottimo, là bassissimo. Non c'è uniformità.

Oltre a ciò devo dare un punto negativo alla traduzione. Non voglio mettere in discussione l'esperienza dei traduttori, ma non credo che lo you che usa Eragorn con Saphira sia traducibile con lo stesso che utilizza con Nasuada o la Regina degli Elfi! Un'altra nota è il fatto che alla fine, nei ringraziamenti, Paolini spiega che l'allusio al Dio Solitario nei discorsi fra Eragorn e Arya attorno al fuoco è un innocente rimando a Doctor Who: ma dov'è questa allusione? Non ho trovato, per ora, rileggendo i dialoghi, alcuna allusione. Spero che sia solo una mia svista. Ovviamente oltre alle negatività ci sono cose che ho apprezzato in Paolini:

  • per quanto la traduzione possa rendere, c'è un maggior utilizzo di vocaboli, un dizionario che complessivamente credo che sia intorno alle 2000+ parole (stime indicative);
  • l'intreccio dei vari avvenimenti è sempre quello che mi colpisce in Paolini: i vari legami fra questo e quell'incontro e fra un libro e l'altro sono entusiasmanti;
  • l'originalità in alcuni punti c'è ed è ben usata. Peccato che siano brevi momenti;
  • in alcune occasioni certe scene mi hanno ricordato altre scene di film, telefilm o altri libri. Ebbene, questa era una critica a Paolini che mi era sembrato di sentire all'epoca di Eldest. In realtà in certi punti non mi sembra una cosa negativa, anzi. Sembra quasi che sia un Pulp Fantasy, un insieme di situazioni citate o riprese, o scritte su influsso di altre. Non sto parlando, purtroppo, di una cosa consciamente fatta: credo che Paolini l'abbia fatto involontariamente. Ma l'idea di base mi piace, purchè non se ne abusi.

Finendo di leggere questo mattone (sono comunque 800+ pagine!!!) mi sono accorto che uno dei problemi più ampi della letteratura fantasy che ho finora letto è la descrizione. Troppe parole spese per dettagli insegnificanti? Per me fin quando era Tolkien era una manna leggere le sue descrizioni, ma è bene non esagerare. Per questo mi sono guardato attorno per capire cosa si potrebbe fare per avere la stessa qualità ad un prezzo di molte meno righe e parole. Guardando il programma su All Music dove fanno vedere il programma Deejey Chiama Italia ho ascoltato Linux parlare di un intervento che ha fatto sul suo blog e che vi rigiro: Say It In Six Words. Carino, eh? Partendo da questo intervento ho pensato che forse sia possibile riassumere frasi lunghe e complesse di descrizione in frasette da sei-sette parole e di procedere a gruppi di sette nel caso di periodi più complessi. In tal modo si è costretti ad utilizzare le risorse più disparate, che possono anche portare a risultati straordinari. Bisogna usare parole composte, parole arcaiche, parole poco usate o specialistiche, parole anche dialettali o neologismi: ciò stimola la fantasia. L'importante è che vediate nelle sette parole non un limite da travalicare, ma una regola da far vostra, un po' come nelle poesie la trama della strofa o il numero di sillabe per verso. Posso farvi un esempio? Ecco un racconto in sei parole, come da regola:

Piove una scarpa insieme alla pioggia.

Ovviamente non sempre è fattibile, in un romanzo, proseguire per frasi di sette parole, soprattutto se si deve utilizzare una figura retorica, come un'iperbole o una metafora. Ma mi è stato utile questo sistema laddove la lunghezza di una descrizione o di un brano era di lunghezza ingiustificata.

Imperlata di gioielli fino all'esasperazione, varcò la soglia con impreciso e barcollante passo, con la cadenza tipica del fandango. Frustrata, scorreva l'indice nella collana di perle, s'equilibrava con il braccio opposto e vagava con gl'occhio di una squilibrata, le palpebre sbarattate d'un'invasata che squadravano, scrutando dall'alto degl'alti tacchi della padrona, le dame e i gentiluomini mascherati. L'indecisione l'abbandonò davanti al vino, prese a bere ciò che trovò davanti: uno degli invitati sentì uno spigoloso odere fruttato proveniente dal bicchiere. Forse idromele, forse caipiroska. I capelli sinuosamente flueggiavano se lasciati pendere lungo il nudo collo, altrimenti balzavano quel poco che le forcine gli permettevano. La sua scia si perse fra gli invitati quando entrò nella sala del Lord.

Una descrizione che per me risulta breve e concisa ed anche originale. Scritta normalmente, avrei impiegato un'intera pagina di formato word. Un ampio spazio guadagnato, nella mia opinione. Ovviamente un altri piccolo limite è l'utilizzo di neologismi e lemmi presi dal dialetto, poco traducibili o comprensibili a tutti. Ma basta un pizzico di pazienza per creare suggestive e concise descrizioni.
Sperando che le mie idee vi siano utili, Spirito Giovane a.k.a. Daniele PS: l'immagine del drago di Brisingr è di John Jude Palencar. La foto di Linus e Nicola è presa da Repubblica.it.

8 gennaio 2009

Secondo Intervallo - Chi ben comincia è a metà dell'Opera!

Lasciando da parte la musica e i fallimenti del 2008 (nonchè i successi in quel campo), inizio questo Intervallo per aprire il 2009, con un titolo che riassume in breve l'influenza di ciò che sto vivendo attorno a me. Molte cose son successe nella fine dello scorso anno, molte altre iniziano con quest'anno.
Prima di tutto mi sto interessando musialmente alla composizione: il mio maestro mi ha prestato qualche appunto sulla polifonia, il contrappunto e l'armonia. Sto tentando di tradurle piano piano. E' un lavoro arduo, visto che accanto a ciò c'è lo studio di tre materia letterarie e universitarie: Storia della Stampa e dell'Editoria (che mi sta piacendo molto), Letteratura Teatrale Rinascimentale e Semiotica, che mi sta appassionando anch'essa. Ovviamente tra passione ed ardore c'è un mare e perciò lo studio non è sistematico. Considerando anche che finite le vacanze, torno a lavoricchiare.
La rilettura della Rocca procede a rilento causa regalo imprevisto e ben gradito: Brisingr. Mi sono piaciuti i primi due libri ed anche questo mi sta prendendo. Me l'ha regalato la mia ragazza, Ludovica, per la Befana ed ha azzeccato. Sono solo all'inizio, ma devo dire che Paolini sta maturando, anche se commette ancora alcune ingenuità. Ci sono cose che mi piacciono molto, altre che non scriverei, se fossi in lui, ed altre ancora che mi incuriosiscono. Vediamo cosa succede, sono ancora in alto mare.
Oltre a ciò, il regalo di Natale si è rivelato utilissimo: proprio ora sono sdraiato a letto e scrivo questo Influsso sul mio nuovo portatile! E' molto rilassante non dover stare attaccato ad uno schermo, seduto su una sedia scomodissima e scricchiolante. Il letto è comodo, caldo e distendere le gambe fa bene. Inoltre la batteria del portatile mi scalda le gambe, così prendo due piccioni con una favola...pardon, fava.
I racconti che avevo intenzione di scrivere li ho abbozzati e li rifinirò in fase di rilettura. Leggere Brisingr mi ha dato di sicuro la grinta per tornare a scrivere, ma non racconti. Tuttavia gli esami imminenti ed altri impegni mi impediscono di farlo. Allora ho creato un file Word dove annotare una dopo l'altra tutte le intuizioni che mi vengono in mente. Utilissimo.
Per quanto riguarda le poesie e questo Blog, queste feste mi hanno visto su questo lato in vacanza totale. Non perchè non abbia nulla da scrivere, anzi. Ma perchè sto maturando un cambiamento in direzione di poesie più criptiche, suntate, complesse, architettate e farcite di termini non comuni. Non è detto che io mantenga questa linea per sempre, anzi. Ma per questo momento la seguo e ciò comporta che la stesura di una poesia è passata dai dieci minuti di tranquillità ai tre o quattro giorni di rimuginazione e peregrinaggio interno. Fantastico.
Ho poi scoperto nuove utilità di Photoshop, che, ammetto, è un passatempo che adoro molto. Inoltre impaginando Inchiotro trovo sfogo a quel mio lato un po' più informatico e tecnologico che altrimenti andrebbe perduto. In chiusura, su questo campo mi trovo anche molto contento per ciò che questi anni ad Inchiostro potranno darmi a livello di curriculum.
Politicamente parlando, sono in stallo. Le mie idee, maturate in questi vent'anni, non sono cambiate. Ma non riesco a trovare una spiaggia su cui posare il mio deretano. Come ha detto una persona che ammiro molto, «è impossibile che l'alternativa alla destra e alla sinistra italiane sia il non stare da nessuna parte, il non aver una rappresentanza». Già. Condivido, ma per la politica mi accontenterò di scrivere qualcosa più in là. Ironicamente, mi ricordo quelle frasi che qualche tempo fa giravano fra il popolo italico a me attorniatosi. Frasi del tipo «perchè leggi quelle cose surreali [i Fantasy, ndr] invece di vivere la vita vera?». Ora potrei dire, «perchè spreco il tempo ad occuparmi della vita vera quando posso dedicarmi a scrivere Fantasy?». E lo affermo con una nota di disappunto perchè mi risulta, per ora, inutile sprecare parole su una situazione che non mi va.
In tutto ciò c'è qualcosa di positivo: il 2009 è iniziato egregiamente. Non posso lamentarmi del lavoro e dell'università, nonostante il tempo per studiare mi stia stretto. Non posso lamentarmi della mia vita privata, degli affetti. Alcune situazioni si sono schiarite. Altre si sono aperte a nuove possibilità. L'unica variabile che rimane un ostacolo è il tempo, di cui sono sempre a corto.
Sperando di sentirvi in questo luogo, sperando di avere anche le vostre idee sulla partenza di questo 2009.
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

1 gennaio 2009

Intermezzo 12 - Nineteen Nervous Breakdown, Atto Secondo

Bentrovati su questi schermi per un secondo Intermezzo musicale. Vi lascio al countdown dal 10th al 1st, augurandovi anche un Buon Duemilanove, pieno di musica e ispirazione.
9th Nervous Breakdown: Gamma Ray. Ottimo gruppo, nato da una costola degli Helloween, il chitarrista Kai Hansen. Devo dire che questi cinque ragazzi mi hanno un poco deluso con l'ultimo CD, Land Of The Free Part II: rispetto all'album del 2005, Majestic, è un gradino sotto. Mi dispiace dirlo perchè questo gruppo spacca parecchio e perle come Rebellion In Dreamland, Majesty, Space Eater (del 1990, spacca ancora ora), Blood Religion, New World Order e Gardens of the Sinner rimangono ben impresse nella memoria. Da segnalare la truzzissima cover di It's A Sin dei Pet Shop Boys.
8th Nervous Breakdown: Helloween. Mi sono sempre piaciuti per il loro pizzico di ecclettismo all'interno dell'ambito Power Metal, ma ultimamente non li ho sentiti molto nelle mie corde. Michael Weikath (chitarra) e Markus Großkopf (basso), fondatori e pezzi da novanta del gruppo, mi hanno sempre divertito tra un Lavdate Dominvm (versione metal) e un Hey Lord! Anche Push, indimenticabile, e Mirror Mirror mi hanno impressionato. Ma il terzo Keeper of The Seven Keys e Gambling With The Devil mi sono risultati sottotono e privi di quel ghigno sonoro e divertente che ogni tanto spuntava tra una canzone, una risata ed un'altra canzone.
7th Nervous Breakdown: Iron Maiden. In questa carrellata di gruppi che ultimamente deludono ci devo purtroppo inserire i mitici, i basilari, i dinosauri Iron Maiden. Oh, per chi non sapesse nulla di questo gruppo, una severa sgridata e una sonora strigliata: correte a sentirvi Run To The Hill, Fear Of The Dark, The Number Of The Beast e The Trooper, come anche Wasted Year, Prowler, Hallowed Be Thy Name e Prodigal Son. Nonostante per molti gli Iron si fermino a New World Order o anche prima, bisogna sapere che questa band è basilare anche per una storia di gossip: Blaze Bayley fu cantante degli Iron per poco tempo e non lasciò un buon segno, ma oggigiorno è un signore ben affermato (e a mio parere molto più originale con l'ultimo album degli Iron). Oltre a ciò pensate a quante band sono state ispirate dagli Iron, dai Gamma Ray fino ai recenti Unearth.
6th Nervous Breakdown: Tool. Conclude la scia di gruppi in delusione i Tool, mio malgrado. Il loro 10.000 Days a me ha detto poco, escludendo la stupenda Vicarious. Le altre tracce sanno di già visto e hanno il sentore del terreno battutto più volte dai precedenti Undertow (1993), Ænima (1996) e Lateralus (2001). Ovviamente ciò non vuol dirce niente di fronte a canzoni come Parabola, Undertow, Eulogy, H., Ænema e Shism. Sentitevi anche The Pot, dell'ultimo album, che comunque non è malvagia come canzone.
5th Nervous Breakdown: Lacuna Coil. Ebbene, l'Italia spacca ancora. Si, mi piace il suono di Cristina&Compagnia...Shallow Life dovrebbe uscire in Primavera e promette bene. L'ultimo album a me era piaciuto, nonostante alcuni suoni ridondanti. Canzoni da sentire ce ne sono, da Heaven's A Lie a Our Truth, da Honeymoon Suite a Daylight Dancer. Speriamo in bene e ci risentiremo per commenti all'album...
4th Nervous Breakdown: After Forever. Si, ottimo gruppo. Si, ottimo intreccio vocalico. Si, mi fa impazzire Glorifying Means. Questo gruppo si distingue per avere una cantante con una splendida voce da soprano (davvero brava, sentite http://it.youtube.com/watch?v=qda2yZeZabE) e una voce rude stile death metal. Attivi fin dal 1997, mostrano un apprezzabile Symphonic Metal, a tratti puramente gotico o death. Sentitevi anche: Monolith Of Doubt, Digital Deceit, Sins Of Idealism, Come.
3rd Nervous Breakdown: Nightwish. Allora, chiariamo subito: esistono due gruppi chiamati Nightwish. Un gruppo è quello che aveva come cantante Tarja Turunen ed uno attuale che vede alla voce Anette Olzon. Il primo era molto gotico e si avvicinava a sonorita più romantiche e metalliche, il secondo è un poco più power metal e ha un gusto leggermente pop e più vivace. Si possono fare i confornti che si vogliono, ma sia Turja che Anette, ognuna a suo modo, hanno una gran voce. A me piaciono i vecchi Nightwish perchè canzoni come Gethsemane, Wishmaster, Bare Grace Misery, Dead To The World, Wish I Had an Angel, Nemo e White Night Fantasy sono imperdibili ed impagabili. Ma anche l'ultimo album è da sentire tutto, da Amaranth a The Islander. Ovviamente con un orecchio differente, più propenso a sentire una band Gothic Metal con sonorità più leggere, piuttosto che la vecchia (ed indimenticabile) band gotica per eccellenza.
2nd Nervous Breakdown: Within Temptation. Poche e semplici parole: ascoltateli attentamente. Sono bravi, sono nuovi, sono energici. Hanno canzoni pop metal affiancate a canzoni più propriamente gothic. Sono bravi, non hanno suoni né semplici né troppo complicati. Sentitevi: Hand Of Sorrow, Mother Earth, Dark Wings, Enter, Aquarius, Angel, The Hearth Of Everything, All I Need, Frozen, Jillian, Folrsaken, See Who I Am.
1st Nervous Breakdown: Dream Theater. Inevitabilmente. Rientreranno a breve in studio. Si attende anche la data ed il nome del quinto cover-album, dopo Made in Japan dei Deep Purple. L'ultimo CD è una cosa bestiale. Si spera che durino anni ed anni ancora. Di sicuro loro non ci deluderanno. Eccetera, eccetera, eccetera.
Bè, sono un fan accanito dei DT, fin dalle prime note di A Change Of Season. Poi comprai When Day And Dream Unite e piano piano gli album fino a Systematic Chaos. Mai deluso dal loro sound, sempre originale e anche a volte barocchesco, ma un gusto progressivo che delizia le orecchie. Ed alle critiche di coloro che dicono che il progressive non trasmette niente, non so che dire. Personalmente mi perdo nei meandri di emozioni che compongono Octavarium, piuttosto che Metropolis. Sentitevi ogni album ed ogni canzone. Se non volete esagerare, basta sentire le ballate di ogni album per capire, più o meno, l'emozione che trasuda dal CD. Ed ora basta, aspetto il nuovo album. Impaziente.
Another Nervous Breakdown? Grazie a nuovi artisti come Unearht, Fe..dup, Ragestorm, Stormlord e i tanti altri che nascono ogni giorno sarà uno scherzo mantenere aperto questo angolo di paradiso musicale. Sperando anche che ci siano band degne di raccogliere l'eredità del metal e di reinventarlo sempre di più. Ancora tanti auguri e un buon metallico 2009!!!
TANTI AUGURI DA SPIRITOGIOVANE, A.K.A. DANIELE FUSETTO
 
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