28 gennaio 2009

Influsso XXIX° - Fonti e Tematiche

The Source, artwork by christophe vacher
Questo Influsso è dedicato alla mia discesa nel campo della scrittura, con un racconto, e sulle idee che ho sviluppato da tale breve ed enigmatica esperienza. Certamente scrivere è difficile ed ancora di più se si hanno limiti di spazio e di tema, ma forse il punto sta proprio lì: per uno scrittore abbastanza bravo quelli non sono limiti ma campi ove saggiare la sua bravura. Un certo Alighieri ci insegna che 14000 versi in terzine sono uno scherzo! Invece, vorrei sottolineare l'interesse che ho trovato per due elementi che correlano la scrittura: il reperir le fonti e il reperir tematiche.
Le Fonti sono ciò che da senso ad una modulazione di un racconto. Ebbene si, in questi giorni mi piace il linguaggio tecnico-colto-strano. Che vuol dire? Che in un racconto, prendiamo esempio da un racconto fantastico, se all'interno di esso si apre una seria parentesi che tratta della riproduzione delle cokkatrici bisogna almeno sapere come diavolo si riproducono i gallinacei in generale - sempre che nel nostro piccolo mondo fantastico le cokkatrici siano gallinacei, ndr. Equivale a mettere in una scala maggiore di Do una piccola porzione di scala minore relativa di La - e spero di aver azzeccato, altrimenti il mio maestro di chitarra si potrebbe strappare i capelli! Ora, Wikipedia fornisce utili indicazioni ma probabilmente sarebbe più indicato fare una ricerca in biblioteca. Ma cosa cercare? Cosa andare a chiedere in prestito o in consultazione se non si ha la minima idea dei titoli riguardanti la riproduzione dei gallinacei? Uno dei vari situncoli molto interessante è GoogleLibri (GL) che, nonostante esponga online soltanto parti di libri, vi da tutte le informazioni sui libri che vi ha trovato e vi da anche titoli di libri che non ha in catalogo, vedere per credere: riproduzione delle galline. Un altro ideale luogo per reperire informazioni su libri è l'Opac SBN: si chiama in realtà Online Public Access Catalogue, ovvero un catalogo informatizzato che unisce tutte le biblioteche d'Italia e che vi dice anche in che biblioteca potete trovare quel dato libro. Il difetto rispetto a GL è che cerca solamente nel titolo delle opere e non al loro interno, trovando a volte libri inutili per i nostri fini (galline).
Esistono poi siti in cui è possibile visualizzare interi libri in formati di pagine web, come libri.freenfo.net; tuttavia su questi siti solitamente trovate opere letterarie e famose: sono utili giusto per controllare eventuali citazioni o per farsi una lettura su un tema particolare. La Pelagus offre le opere di importanti autori italiani; LiberLiber è un simile progetto. Ma ovviamente per scaricarsi un bel libro da lettura credo sia più utile un bel muletto.
Sinceramente, io mi sono fermato, in tutti i racconti che ho almeno tentato di scrivere, al punto due, ovvero Opac SBN. Il motivo è semplice: una volta cercato un libro in GL e trovato il libro su Opac, se proprio la biblioteca è lontano, la cerco sulla Opac della Biblioteca di Pavia - mica stupido! Quindi vi consiglio, dopo la ricerca dell'Opac nazionale, di trovare la biblioteca con l'Opac più vicino a casa vostra: consultate le liste di infoteca.it!
The Message, artwork by mikko eerola
Per quanto riguarda le Tematiche, invece, il discorso mi pare più complesso. Al di là del pudore e della sanità mentale con cui si scelgono le idee - credo che in pochi vogliano decantare un'opera poetica in onore della porchetta di maiale - le tematiche sono forse il risvolto più difficile da imprimere ad un'opera. Dicevo sopra della restrizione: anche il tema di un'opera può essere ristretto ad un certo ambito; possiamo avere un concorso in cui il tema sia il mare oppure una gara a chi scrive la miglior storia di incesti; e tanti tanti tanti altri temi.
Purtroppo una cosa che devo notare relativa ai temi è questa: i lettori sono oggiogiorno più informati degli scrittori o almeno uno scrittore intrapprendente e attento dovrebbe pensare così. Questo è il sintomo di un cambiamento all'interno della stessa letteratura di narrativa e anche di altro genere. Prima i libri venivano letti per imparare e conoscere qualcosa, anche soltanto per acculturarsi a livello letterario su quel dato autore e la sua opera; molto spesso i lettori erano decisamente meno colti dello scrittore e quindi c'era un rapporto di sudditanza tra i primi ed i secondi, cosa che produceva quel fenomeno di vate, come lo fu D'Annunzio nella sua esperienza di poeta e di scrittore. Ma con Montale già si perde il lato profetico del poetare e ne era lui stesso consapevole!
Sta avvenendo un fenomeno strano, avviato dalla nascita della critica letteraria, prima con Baretti e poi con Croce: la gente sa e ha un'opinione su tutto e questo deve essere ben stampato nella memoria. La gente conosce perchè è istruita e a questi non basta avere un racconto o un libro che metta in risalto le conoscenze dello scrittore, che sia una mera prova di cultura o di ardire o di tecnica o di stile.
Cos'è che vuole il lettore è una domanda senza risposta, probabilmente; perchè in questo mondo esistono lettori diversi fra loro e dispersi fra ogni tipo di gruppo, classe, ceto, nazionalità, etnica, credo e ideologia.
Certamente un'azione politica di scrittura porrà l'autore a selezionare tematiche che piacciono alla maggior parte delle persone, ma esistono personaggi che non sanno di poter sfondare fin quando non hanno pubblicato ventimila copie o anche di più! A svantaggio anche il fatto che il mercato del libro è a dir poco insondabile ed imprevedibile. Verrà quindi il giorno in cui saranno gli stessi lettori a richiedere un certo tipo di libro o di tematica? E' già giunto in parte, a mio parere, e bisogna farne conto, a costo di sbatterci la faccia contro. Credo che quello che scrivo io, il genere che ho scelto liberamente, sia per ora un'ambito di nicchia, soprattutto in Italia. Probabilmente arriverà un tempo in cui la richiesta di fantasy aumenterà ed allora la letteratura sarà una mera opera di mercato.
Io però credo ancora un poco nell'idea che uno scrittore, chicchè sia, possa proporsi come una figura cardine di un'età. Forse non più vate o profeta, maestro o divulgatore; ma può darsi che il suo ruolo si evolva in quello di una sentinella che attende impaziente il tempo perfetto per diffondere le sue idee e farle recepire al mondo, magari unendo azione politica e operazione culturale o letteraria. Un fine ardito, difficile da raggiungere, ma non impossibile. Ma è ancora presto per dirlo.
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

4 commenti:

by Ax ha detto...

Ciao,
grazie per le fonti che hai proposto.
Per quanto riguarda le tematiche:
"[...] i lettori sono oggiogiorno più informati degli scrittori o almeno uno scrittore intrapprendente e attento dovrebbe pensare così."

Quella che scrivi è probabilmente una cosa vera: significa che in futuro (o già oggi) nasceranno più scrittori, evoluzione di lettori informati?
Se questa è LA via, le mie orecchie sentiranno solo un numero crescente di tonfi a fine giornata; indubbiamente, credo ci voglia altro. Come in Highlander, ne resterà solo uno, e sarà solo all'inizio della salita.

"[...] Verrà quindi il giorno in cui saranno gli stessi lettori a richiedere un certo tipo di libro o di tematica?"

Apparentemente, direi di sì; praticamente, ciò accade perché qualche autore mostra una via alternativa, emerge e sparge il suo seme.
Credo, insomma, come anche la chiusa del tuo post, che le rinascite delle menti di noi lettori siano figlie dirette di illuminazioni artistiche di chi l'arte è in grado di veicolarla liberamente.

L'idea della sentinella in attesa del tempo perfetto mi affascina, ma il mio immaginario si ricollega più ad un seminatore — quello di Van Gogh, con i corvi alle spalle — in attesa di uscire di scena non appena terminato il lavoro, pronto a seminare altrove.

So di risultare solitario in questa mia visione, ma ho più interesse nelle radici della soggettività che nei rami dell'oggettività.

Alex.

Spirito Giovane ha detto...

Sul fatto che sia arrivato il tempo in cui lo scrittore debba scegliere il tema secondo chi legge ho giò scritto:

"E' già giunto in parte, a mio parere, e bisogna farne conto, a costo di sbatterci la faccia contro."

Tuttavia non credo, come dici tu, che nasceranno più scrittori. Un conto è leggere, un altro scrivere. E anche sul punto del resterà solo uno, credo che non si possa pensare a ciò considerando quanti filoni narrativi e sottofiloni esistano. Ne resterà forse solo uno (o credo più realisticamente un gruppo) per ogni parte della narrativa.

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

by Ax ha detto...

Daniele,
anche se con parole diverse, la pensiamo allo stesso modo.

Il rimando all'Highlander (qualità) non era letterale, ma voleva evidenziare la complessità di prove da superare per poter avvicinarsi alle porte dell'Arte; nello specifico caso: non credo basti essere più informati degli autori per dettare legge o direzioni da prendere.
È un gioco di rimbalzi, gioco in cui l'Autore (con la A maiuscola) fa sempre la prima mossa. Se comincia per secondo, toglierei la maiuscola.

Alex.

Spirito Giovane ha detto...

Si, concordo. Ripeto, tra scrivere e leggere c'è un mare in mezzo ed un lettore, sebbene informato, non sempre potrà diventare uno scrittore. Tuttavia quello che volevo sottolineare è questo: oggigiorno il lettore vuole di più, pretende di più, pretende un livello più alto o comunque che i soldi spesi siano adeguati. Ed è una cosa con cui tutti gli scrittori debbono farci conto...

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

 
Wordpress Theme by wpthemescreator .
Converted To Blogger Template by Anshul .