19 gennaio 2009

Intermezzo 13 - A Corto Di Parole

Anche se invece ne ho molte da dire. Volevo continuare con gli Influssi dedicati al Fantasy e continuerò infatti, ma prima un doveroso Intermezzo per comunicare qualche Informazione di Servizio. Oltre a ciò scriverò un mio personale commento in risposta a quelli di Angra e di Ax, che hanno commentato il post precedente. #P08 - Critiche alla Narrativa
Ringrazio Angra per i commenti, ma devo puntualizzare due cose che sinceramente non mi vanno giù.

Ciao Daniele, sei proprio sicuro che la narrativa debba per forza contenere dei messaggi?

La risposta è sì, ne sono convinto. Per forza? Non esattamente. Ma sfido chiunque a creare qualcosa che non comunichi niente. Le cose sono fatte per comunicare e se devo creare un brano di prosa, come un brano musicale o un'opera artistica, ci sarà sempre un luogo in cui la volontà dell'autore affiorirà: questo è inevitabile e leggi il prossimo punto per capire meglio cosa intendo. Inoltre da questa domanda te ne faccio un'altra: sei sicuro che la narrativa non debba contenere a volte dei messaggi?
Nei commenti scrivi che quando ti sei apprestato a leggere la Rocca dei Silenzi ti sei ritrovato:

a sciropparmi le opinioni dell'autore su un argomento, la manipolazione genetica, sul quale è chiaro che ne sa quanto me o anche meno. Normalmente, se voglio scrivere un libro sulla manipolazione genetica dovrei scrivere un saggio. Ma se non ho le competenze adeguate, come faccio? Idea! Scrivo un fantasy. Il fantasy diventa come il tema di fantasia a scuola: la scappatoia per chi non ha voglia di studiare

Ora, non credo che D'Angelo sia tanto stupido da aver pensato di voler parlare di manipolazione genetica e, tanto perchè non ne sa una bega, si mette a scrivere un Fantasy. Credo che sia partito dall'idea Fantasy, l'abbia sviluppata senza troppo subentrare nelle parti più tecniche e scentifiche riguardo alla manipolazione genetica e che abbia tentato di dare il suo punto di vista inserito all'interno di un contesto in cui altri personaggi della storia non la pensano come lui. E' stato un azzardo, una sfida e gli porto rispetto per quello che ha tentato a fare.
Inoltre ti faccio notare che ciò che hai detto porta ad una per me spaventosa considerazione: che chiunque abbia scritto dalla nascita della narrativa fino ad oggi non abbia fatto nient'altro che gettare al vento le sue opinioni, come se le opinioni di un Moravia, di un Vittorini, di un Pavese di un Fenoglio siano mere e semplici opinioni. E' vero, hai parlato di Fantasy e non di letteratura in generale, ma sta qui l'errore: è il Fantasy una cosa a parte o è un sottogenere della letteratura?
E le idee che D'Angelo ha inserito saranno forse non molto originali e vorranno dare una opinione della genetica forse popolare o banale, ma almeno ha tentato di creare qualcosa di originale perchè sta proprio nell'opinione soggettiva l'originalità di uno scritto. Su altre motivazioni tecniche che tu hai citato non mi soffermo: l'esperimento della Rocca può aver avuto esito ottimo o pessimo a seconda di chi l'ha letto. Ma sul fatto del trasmettere qualcosa con la letteratura e sull'originalità di un'opera non transigo: non ti è mai capitato che più di tre persone assistano ad un evento ed abbiano qualche piccola discrepanza nel raccontarlo a terzi? Se diamo ad un mucchio di persone una traccia per scrivere un racconto, mettendo obbligatorio l'inserimento di un parere sulla genetica, allora starà proprio all'opinione dei singoli elevare la propria idea sugli altri, uscendo da una banalità a volte non facile.
Queste sono le mie idee e sono state scritte senza offesa, ma in modo diretto, senza mezzi termini, per far capire quanto sono legati a queste due idee e quanto non possa discostarmi anche dall'opinione di Ax, che ringrazio anch'egli per i commenti, sempre ben ragionati e ragionevoli. Ora passo al prossimo problema.
#R04 - A Corto Di Parole
Per un poco di tempo sono rimasto a corto di parole: non sapevo e non volevo più scrivere poesia perchè ho dovuto riflettere proprio su un concetto legato a quegli espressi qui sopra: è giusto inserire il proprio punto di vista, i propri pesieri, le proprie idee nelle creazioni come poesia e prosa? Alla fine mi sono risposto che è non giusto, nè sbagliato, ma inevitabile. Come si potrebbero creare opere originali e innovative senza imporre anche solo per sbaglio il proprio essere, la propria vita, la propria esistenza? Ecco perchè ero a corto di parole, ecco perchè il silenzio era ciò che mi rappresentava di più in questo periodo. Un periodo che si è concluso con una riflessione più ampia sul modo in cui scrivo poesie, riflessione che ha portato a scrivere nuove poesie, due delle quali sono molto fiero e vado a lasciare qui sul blog.
Mondo Ferito
Giorno X° / Mondo X° / Inferno V°
La selce che gli stomaci in lancia
perforava, divenne in strada selciato:
non giovò alla terra lo sgrezzo lacerarsi.
Così, quando cala la sera, è logico saggiar
il rosso che giace sul ciglio del mondo
per veder quant'è lercio il taglio e immondo
e quante oncie di sangue necessita
per rigiovarsi in luce, il poggio alleggerito.
Onirismo
Sogno I° / Le Memorie V°
Il gregario del mattino è degno
del gregge di nubi, retaggio
della pioggia: il senno oltraggia
la memoria e il ricordo è miraggio,
lontano ostaggio del lungo meriggio.
Un'altro problema delle parole è che a volte escono, ma non rimango impresse nella memoria e quindi si dimenticano. Problema per me molto sentito perchè ho spesso la testa fra le nuvole, ma forse non tanto quanti altri. A questo problema, ed al tema del sogno dell'alba, che dicono sia più veritiero, è dedicata la seconda poesia. La prima è invece un rimando, anche se in anticipo, alla Giornata della Memoria: ricordatevi anche di quei popoli che sono stati trucidati in altre epoche, dagli avi dei nostri avi; non dimentichiamo il genocidio delle tribù africane dei Tutsi e degli Hutu; non dimentichiamo gli indiani d'America ed anche le popolazioni del Sud America. Facciamo in modo che sia una giornata per ricordare tutte le vittime di tutti i genocidi del mondo.

Notizie generali - Sto aprendo un nuovo blog, XX Nervous Breakdown, sempre su circuito Blogger. Il motivo è che sento l'esigenza di fare critica e cultura musicale. Specificherò tutto sul post di apertura del nuovo blog, ma volevo avvisare tutti, soprattutto coloro che ho linkato, di questo nuovo spazio. Il blog è aperto, ciò vuol dire che chiunque può scrivermi e dirmi "ciao, vorrei fare anche io parte di questo gruppo": eventuali informazioni saranno date ai partecipanti. Ora non aggiungo altro perchè voglio curare la cosa in modo particolare e preciso, ma avrete nuove notizie.
A presto! Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele Fusetto

7 commenti:

Angra ha detto...

Ciao Daniele, non è mia intenzione esprimere giudizi assoluti. Certo va valutato caso per caso, e in ultima analisi quello che conta è la riuscita dell'opera.

Orwell in 1984 vuole senz'altro trasmettere un messaggio, ma Orwell ha fatto la guerra di Spagna e ha visto con orrore i comunisti ammazzare gli alleati anarchici, per poi perdere contro i fascisti. Il messaggio di Orwell viene da qualcuno che sa bene di cosa sta parlando, che può offrire uno spunto di riflessione documentato e originale. Da quel messaggio nasce un capolavoro, visionario e fantascientifico allora, attuale ora, tanto da essere entrato nel'immaginario colletivo.

Dalla premessa del La Rocca dei Silenzi cosa viene fuori? Il Mago, il Guerriero, il Nano e l'Elfa che vanno nel labirinto per uccidere tutti i mostri. Cosa mi deve piacere di questo romanzo? Il messaggio? La trama?

Sul fantasy in generale: sta diventando la fogna di tutti i generi letterari, e lo dice a malincuore uno che sta finendo di scrivere un romanzo fantasy. Federico Ghirardi (Bryan di Boscoquieto ecc ecc) lo ammette candidamente: ho scritto un fantasy perché è più facile, nel senso che puoi scrivere tutte le stronzate che vuoi. Gliel'hanno pure pubblicato e ne ha venduto, boh, 10.000 copie? Allegria...

Spirito Giovane ha detto...

Di sicuro se D'Angelo l'ha pensato ed altre persone no vuol dire che l'esperienza sua, personale, l'ha portato a scrivere un romanzo del genere. Poi, ripeto: che l'esito sia buono o cattivo, questo solo i lettori possono dirlo. Io sinceramente sono stato positivamente colpito soprattutto perchè non mi aspettavo di trovare oltre alla storia anche un riflessione, che non è tanto un giudizio, ma un mettere insieme tanti punti di vista, nascosti ovviamente, per generare un dibattito. Ripeto, la Rocca mi è piaciuta, più di altri fantasy che ho letto che ho abbandonato per via di altri miliardi di motivi.

Su quanto hai scritto riguardo al fantasy, ti do ragione: sembra che nel genere tutto sia possibile e perciò stampiamo pure i caproni e via. Ma il punto è che il Fantasy, letterariamente parlando, è stato considerato solo ed in parte per Tolkien. Sto parlando di vero Fantasy, quello con elfi&magia, mondi&utopia, re&regine, troll&orchi, ecc...
Di sicuro non rimane che un genere di consumo e non di cultura e i libri che genera vengono visti come puro intrattenimento. Per altro, però, possiamo dire che il genere si sta facendo sentire: libri come quelli di Ghirardi e della Strazzulla stanno generando da una parte qualche vendita, dall'altra un piccolo dibattito critico. In questo ambito l'attenzione al fantasy italiano sta crescendo? Speriamo di si in modo da poter cavalcare l'onda e produrre qualcosa, magari stando attenti agli errori degli altri autori ed imparando da quelli.

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

Angra ha detto...

Io purtroppo a questa storia del cavalcare l'onda non ci credo. Se il fantasiminkia (Strazzulla, Ghirardi e soci) avrà successo il gioco al massacro sarà quello di pubblicare scrittori sempre più giovani e analfabeti. Certo, con gli investimenti pubblicitari che sono stati fatti mi sembra strano che i sopracitati siano riusciti a far andare in pari i loro editori, ma magari mi sbaglio. Se non hanno venduto abbastanza, non c'è da aspettarsi che ci sia un cambiamento di rotta del tipo: be', magari proviamo a pubblicare degli esordienti che scrivano del fantasy di qualità. Figurati, vuol dire sbattersi, leggere manoscritti, fare editing... molto più probabile che il fantasy se ne torni nel dimenticatoio.

Spirito Giovane ha detto...

Purtroppo ragionando in termini di editoria ed economia è difficile capire come abbiano potuto pubblicare gente così giovane quando se non che il libro della Strazzulla è stato pubblicato da Einaudi che dal 1994 è stata assorbita da Mondadori, mentre Ghirardi è stato pubblicato da Newton Compton (NC), che compie quarant'anni proprio quest'anno. Le probabili volontà di editare i due sono state da parte di Einaudi la irrisibile perdita, risanabile con gli introiti maggiori o di altri libri Einaudi o di altri libri Mondadori; per la Newton Copton, con una copertina così accattivante e poca disponibilità di critca...tra l'altro sul sito della NC viene pubblicizzato come un finalista del premio Fiesole Under 40 2008 ma non p vero! I finalisti furono: Paolo Giordano (vincitore) Andrea Bajani ed Enrico Brizzi, mentre Ghirardi ha semplicemente partecipato. L'idea è che la NC abbia deciso di stamparlo tanto per rischiare e vendere qualcosa, dato che comunque ha molti altri libri in catalogo con un'esperienza di 40anni.

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

Angra ha detto...

Più che gente così giovane, gente che scrive boiate. Io credo che quei libri siano stati pubblicati e spinti (di più la Strazzulla) con la convinzione di venderli, e per vendere hanno venduto (anche se probabilmente meno di quanto ci si aspettasse). Non ho idea se sono almeno andati in pari, ma sarei per il no, specialmente nel caso di NC, che fa una politica di prezzi encomiabilmente abbordabile.

Fra parentesi, di Newton & Compton sono ben quattro dei libri più belli che abbia letto di recente, di quei libri che ti fanno dire che valgono molto di più di quanto li hai pagati. Voglio immaginare che gli editor di Einaudi e NC che si sono occupati dei libri di cui stiamo parlando siano stati scelti tirando la paglia più corta come nelle missioni suicide.

Angra ha detto...

Specifico meglio: scelti tirando la paglia più corta nel senso che magari avrebbero preferito scamparsela.

Spirito Giovane ha detto...

Di solito chi si occupa dei libri di narrativa fantasy, soprattutto se inseriti in collane apposite, sono direttori di collane che hanno un rapporto di subordinazione con l'amminstratore delegato e un rapporto di sopradominanza (si potrà dire?) con gli editor. Che non si siano parlati fra di loro? Può darsi, chi lo sa. Magari invece è stato un calcolo mal eseguito da gente che di fantasy non ha mai letto niente e che ha giudicato con altri metri le opere si adella Strazzulla che di Ghirardi. Ma non lo sapremo mai. Tuttavia è indicativo quello che tu dica sulla NC ed è anche indicativo sapere quali case editrici pubblicano chi e cosa. A quanto ne so Einaudi (http://strategieevolutive.wordpress.com/2008/01/29/einaudi-apre-al-fantasy-e-chiude-allintelligenza/) era al suo primo fantasy proprio con gli Eroi del Crepuscolo mentre NC aveva pubblicato un volume su come disegnare fantasy e altri libri fantasy stranieri dal 2006 ed era quindi al suo primo caso italiano.

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

 
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