28 febbraio 2009

Terzo Intervallo - Mondi ed Epoche

Prima di addentrarsi nell'analisi (o nella critica) riguardo alle forme di espressione, vorrei fare un ultimo intervento sui contenuti (non l'ultimo della mia vita, sia chiaro, XD); ed in particolare vorrei ritornare su una delle tematiche che tempo fa affrontai e che mi sta molto a cuore: il concetto di mondi paralleli e anche di epoche parallele.In questi tempi il concetto di mondo parallelo è stato accettato sia nella letteratura fantastica che nei film o meglio nei telefilm: mi ricorderò sempre quale impressione mi fece il seguire la serie I Viaggiatori o Sliders, ora in trasmissione sulle frequenze di Steel, sul digitale terrestre. Inoltre anche nella serie Stargate SG-1 c'è l'idea della dimensione parallela negli episodi in cui la squadra incontra lo specchio dimensionale, idea usata in modo non molto dissimile in Star Trek in un episodio in cui la Voyager si ritrovava in un'altra dimensione dove la Federazione non esisteva.
Anche nei fumetti l'idea del mondo parallelo ha avuto ampio riscontro; anzi, direi che è inizato da qui il successivo trapasso dell'idea verso i telefilm. La DC Comics ne sa qualcosa, con Crisis On Infinite Earths e il successivo Infinite Earths. Da noi oltre ad alcuni episodi di Dylan Dog esistono due serie importanti, di casa Bonelli, che hanno al loro interno una cospiqua presenza dell'idea della dimensione parallela: Nathan Never che già da molti numeri ha introdotto il concetto e Brad Barron che l'ha affrontato nell'ultimo speciale uscito questo Febbraio. Il primo fumetto come già detto dedica molto spazio alle dimensioni parallele, occupando sia episodi della serie regolare che fuori serie, ormai entrati nel mito tra i fan - dentro i quali anche io mi incorporo; la serie parla di una terra del futuro, distante duecento anni da noi cronologicamente parlando. Dentro a tale ambientazione si muove Nat, simpatico musone di un detective o meglio un agente speciale dell'Agenzia Alfa.
Il secondo fumetto ha però il pregio di essere ambientato totalmente in un mondo parallelo: alla metà del Novecento un gruppo di alieni chiamati Morb invade la terra. Brad Barron è un biologo che riuscirà non solo a sottrarsi al gioco degli alieni ma anche a sconfiggerli e a farli allontanare dalla Terra. Dopo la serie regolare di 18 numeri lo speciale di Febbraio, il secondo, ha introdotto in modo molto più prepotente il concetto di dimensione parallela: si viene a scoprire che i Morb utilizzano i loro stessi di altre dimensioni per conquistare mondi ospitabili! Idea degna di un re dei mondi paralleli, Philip J. Farmer, autore di Il Fabbricante di Universi e del forse più conosciuto Il Fiume della Vita, fatto film non molto tempo fa con il titolo di Riverworld. L'autore è scoparso proprio in questi giorni.
Accanto a questo filone di dimensioni parallele troviamo un non vastissimo filone di ucronie: storie di epoche differenti e sconosciute che sono realmente delle dimensioni parallele, ma che variano solo per la storia. Già Dylan Dog mi aveva stupito con quell'episodio intitolato proprio Ucronia e possiamo dimenticare forse i libri come La Svastica Sul Sole di Philip K. Dick? Proprio il 2 Marzo ricorre l'anniversario della sua morte, giunto quest'anno al numero 27. Non dimentichiamoci Harry Turtledove e Robert Harris (Fatherland). Inoltre anche da noi in Italia si ha aperto la porta all'ucronia con la trilogia Occidente di Mario Farneti.
Tutto questo per dire cosa? Ci sono due punti che a livello di trama mi hanno fatto pensare: alcuni dicono che l'originalità si è dissolta e che nulla è più creabile, altri invece dicono che non c'è limite alla novità. Non so chi ha ragione ma di due cose sono sicuro: la prima è che basta ascoltare, osservare, percepire e pensare; soprattutto pensare. Non basta starsene al centro di un turbine, di un tornado pretendendo di poter raggiungere le idee se queste sono all'esterno dell'occhio del ciclone. Quindi: percepire, interpretare e reagire. Nulla è eliminabile, un trittico inscindibile senza cui si perde il fine reale di un'azione.
Secondo: le idee, letterarie soprattutto, sono il risultato, a volte, di un'epifania ed altre volte di una fusione. Il pulp come io personalmente lo intendo è un genere che fonde più entità, che unisce, che sovrappone, che integra; l'epifania è più un elemento di genere classico: tragedia, commedia, tragicommedia. Qui se non avevi una forte idea drammatica, tutto svaniva. Ed è così anche per il Pulp, ma lui può permettersi di creare idee come "prendiamo il signore degli anelli e lo facciamo sullo stile di matrix con atmosfere alla Sin City". Ovvero, può parlare in metalinguaggio, può esprimere un concetto con un altro concetto già presente nell'esperienza. Quello che ha fatto Neil Gaiman nell'ultimo libro: prendiamo il Libro della Giungla e mettiamolo in un cimitero. Ed ecco il Graveyard Book. Ecco quindi che il trittico si evolve: percepire, interpretare, soggettivare, riprodurre. E' logico quindi pensare che ogni persona vedrà e reinterpreterà e riprodurrà le cose che vede secondo il proprio punto di vista. Quello che io dicevo nei post precedenti è proprio questo: bisogna scrivere pensando che i propri lettori debbano essere persone a cui non piace il genere. Per fare questo, per adattare il proprio genere a coloro che lo schifano è necessario andare oltre il proprio point of view e cercare di capire anche quello degli altri. Anche nella vita è utile sapere cosa potrebbero pensare gli altri, aniticipare le loro mosse o capirne le motivazioni; non è così facile, ma a volte funziona. Funziona anche perchè si riesce maggiormente a perdonare, a legare, a razionalizzare, a credere, a reggere; insomma migliora a volte il tuo modo di fare, anche senza farlo notare o vedere.
Quindi va bene inserire una propria soggettività nella riproduzione, ma bisogna farlo tenendo conto del punto di vista della maggior parte di colore che non ti leggeranno e che non devono mai trovarsi in qualsiasi punto del libro a chiedersi il classico "ma cos'è sta roba?". Se non se lo chiedono mai e leggono tutto d'un fiato, avete vinto.
Ora qualche piccola cavolata personale: 50 POST! Grazie a coloro che partecipano ogni tanto con dei commenti ed anche a chi mi legge senza commentare. Grazie ai Blog che seguo che m'ispirano e grazie alle persone che ho attorno che fanno lo stesso. Spero di scrivere ancora in Marzo, ma sono impegnato in forti progetti di reinterpretazione e produzione. Quindi, credo avranno la priorità. Ma non mancherò di segnalarvi errori, problemi, necessità di una vita da scrittore (seh, magari! XD).
Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

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