18 luglio 2009

Influsso XXXX° - Di giullari, bardi e cantastorie

Questo è l'ultimo post di Luglio dato che poi mi prenderò una bella vacanza fino al 3 di Agosto partendo con la mia dolce metà per dolci mete (XD). Questo però non è anche il primo di una fitta rete, come già previsto, di Influssi. Inizia qui il nostro viaggio nella cultura con un solo monito: parlare soltanto di ciò che si conosce per rendere le creazioni realistiche.
Perchè iniziare con la figura del Giullare/Bardo? Perchè fino ad ora ho letto poche cose incentrate su questa figura. E me ne stupisco: credo vivamente che lo scrittore di fantastico debba molto al cantastorie e non riesco a capire perchè non ci sia stato ancora qualcuno che abbiamo ipotizzato un romanzo metafantastico, cioè che parla del fantastico e dell'atto di scrivere del fantastico. Interessante sarebbe leggere la storia di un Bardo o Cantastorie che prende parte ad una storia oppure che descrive una storia. Ho visto una sottospecie di bardo in Eragorn ma non mi ha soddisfatto. Una differente applicazione c'è nel manga D.Gray Man, che però utilizza la figura del giullare come potere e non come personaggio diretto. Se conoscete altro, commentate ed inserite il titolo dell'opera e il nome dell'autore. Cosa ha di forte il giullare/bardo come personaggio? Il fatto di poter incarnare qualsiasi declinazione: può essere un personaggio positivo, negativo o neutro; può essere un aiutante o un ostacolatore. Il fatto di renderlo protagonista di una storia di fatto pone come focus una persona laterale, un personaggio che dovrebbe essere secondario diventa primario. Inoltre la capacità storica del giullare è la teatralità, il patetico; cosa molto utile in un romanzo, capace di creare ottimi spunti come un personaggio che descrive, un personaggio logorroico che racconta e si racconta. Storicamente, qual'è stata la posizione del giullare? Per un'analisi dettagliata vi rimando ad una abbondante sitografia/bibliografia finale. Per quanto ho studiato e appreso, il giullare nasce abbastanza presto nella storia del teatro, probabilmente come ultimo residuo degli attori del teatro romano. Tracciare vere e proprie linee è difficile: la giocoleria è un argomento tanto complesso quanto l'avvento del libro, che ha più risvolti soprattutto locali; ed è questo suo essere complicato che lo rende reale. Cosa potrebbe interessarci nella storia di questo personaggio? Che all'origine si divide quasi subito in categorie molto differenziate e che il termine giullare indicava solo un tipo di buffone e attore, termine che è subentrato dopo il Medioevo. I giullari erano personaggi ritenuti fuori da ogni ordine, erano considerati come delle persone che rompevano la quotidianità; direttamente la Chiesa ha condannato più volte la giocoleria, soprattutto l'utilizzo del corpo per un lavoro improduttivo e anche la presenza di donne nell'ambito, a volte scambiate o sovrapposte alle prostitute. Fra le varie categorie, il giullare meno discrimanto era inizialmente (primo Medioevo) l'actor: utilizzando la parola a volte veniva accomunato alla figura dell'orator e il suo mestiere era ritenuto più un humilia che un infamia; per un certo periodo inoltre l'actor scompare: le rappresentazioni mediovali tendevano a separare l'utilizzo del corpo da quello della parola così che molto spesso si avevano mimi che rappresentavano il racconto letto da un'altra persona. Dopo l'actor venivano il cantor e l'histrio. L'evoluzione verso il Rinascimento non è sistematica: si hanno comunque influenze fra gli attori romani ed altre tipologie di giullari, come gli skops anglosassoni o gli scaldi scandinavi, cantori epici con ruolo sociale molto più alto dei protogiullari (actor, cantor e histrio). L'idea è che la commistione e l'unione di più tradizioni abbiano poi portato ad avere una figura di giullare che aveva una connotazione positiva ed una negativa a livello sociale: il buffone era il giullare di strada mentre il menestrello, il cantastorie e/o il trovatore era un giullare di corte in cerca di una promozione sociale e di un riconoscimento legittimo del suo mestiere. I primi si evidenziano appunto come mimi e giocolieri che utilizzavano il loro corpo, soprattutto le loro malformazioni e la loro diversità fisica, per sopravvivere; i secondi invece nascono da un giullare che si accultura o da un nobile che s'interessa alla letteratura, generando così un poeta di corte, un dottore in poesia che lasciava ai buffoni danza e mimo, prediligendo il compito di dilettare i nobili. Circa dal XIII secolo, soprattuto in area iberica, abbiamo scritti che confermano la presenza di giullari di corte, con la missione di rallegrare l'aristrocrazia ed a volte anche un re (come Alfonso X di Castiglia). All'opposto il buffone era un giullare nomade che soffriva l'emarginazione e spesso fu confuso con i vagambondi ed i ciarlatani. Con l'avvento dei Misteri e dei Drammi Religiosi (e con lo sdoganamento operato, almeno a livello culturale, dai goliardi), i giullari iniziano a raggrupparsi in confraternite attorno al XIV secolo; permanevano le gerarchie, sia fra mestieri diversi che identici: fino all'avvento dell'arpa e del violino, la musica dei flautisti e dei percussionisti era relegata alla rappresentazione del male e del demoniaco. Illuminante è la classificazione operata da Guiraut Riquier, trovatore provenzale, scrittore di una Supplica e di una Declaratio , dedicate proprio ad Alfonso X, che parlano proprio dell'accettazione di un mestiere:
[tutto ciò] è ordinato molto bene in Spagna, e non vogliamo che venga meno, ma che si continui a dire come si dice, poiché le specialità di ciascuno sono ben distinte da nomi speciali: si chiamano 'joglars' tutti quelli che suonano strumenti, mentre gli imitatori sono detti 'remendadors', e i trovatori sono chiamati in tutte le corti 'segriers'; si dicono infine 'cazuros' per loro umiliazione quegli uomini ciechi e sordi, dal punto di vista di una decorosa condotta, che cantano senza garbo e rappresentano per vie e per piazze il loro basso repertorio, e si uniscono a gentaglia, vivendo in modo disonorevole.
Come ci può servire la persona del giullare/bardo? Di sicuro non la utilizzeremo come in D&D 3.0, data l'inutilità del personaggio rispetto al resto delle classi (questa frase è da intendersi come mero sfogo personale, ndr). Ma molte sono le idee alla base del giullare-personaggio. Sforno alcune linee guida.
(1) Si potrebbe inserire il giullare all'interno di una ambientazione in cui la giocoleria o l'utilizzo del corpo è moralmente e anche legalmente (?) vietato; i giullari potrebbero essere dei "terroristi" che agiscono in certe aree di una città, creando scompiglio con i loro spettacoli, che tutti temono e cercano di evitare. Addirittura si potrebbe inserire questo personaggio in un'ambientazione anacronistica: un mondo-metropoli, costruito però come una cittadina medievale, con ricchezza di palazzi e abitazioni, stradine ed angoli bui; forse è tutti abitano in una sola enorme città perchè quell'area è l'unica abitabile in quella nazione e/o pianeta e tutti gli abitanti lì si concentrano; qui si apre le porta addirittura al post-apocalittico. (2) Le confraternite di giullari hanno molto potere in questa ambientazione: controllano sia la prostituzione che lo smercio di alcool e droga; nessuna religione monoteista pseudocristiana che possa fermarli, ma un politeismo blando, quasi inesistente. Sarebbe bello osservare le conseguenza di qualsiasi cosa in questo meccanismo: dall'arrivo di confraternite più moraliste alla elezione di un re giullare. Questa sarebbe una narrazione d'ambientazione; magari ogni capitolo di questo libro indagherebbe un singolo giullare: il magnaccio, il burattinaio, il pusher, la spugna; ma anche il politico, l'avvocato, il Re Giullare. Questo tipo di idea andrebbe però applicata ad un'ambientazione più futuristica, una sorta di mondo alternativo in cui la non comparsa della religione cristiana (o il suo non essersi affermata) lascierebbe spazio ad un mondo di eccessi, positivi e negativi. (3) Un'idea per uno steamfantasy sarebbe invece quella di generare un villain giullare, dall'aspetto simile al Joker di Ledger: tale personaggio utilizzerebbe i macchinari tipici delle rappresentazioni religiose per generare mostri al fine di terrorizzare la gente o di ottenere un fine. La particolarità resterebbe il fatto che il protagonista è il giullare. I macchinari sarebbero quindi anacronistici ed utilizzerebbero tutte le tipologie dello steampunk in ambito fantasy. Si potrebbe inoltre ipotizzare un risvolto originale: la promozione di questo giullare a stratego o guerriero, generando così una quarta idea. (4) In questo mondo siamo immersi in un ambiente cavalleresco, con nobili letterati e avventurieri che combatto guerre con rigide regole. In campo ogni cavaliere mostra le sue qualità artistiche prima di schiantarsi contro l'altro esercito, guidato a sua volta da altri cavalieri. Le cavalcature potranno spaziare da cavalli a draghi, da serpenti alati a globi amorfi di melma. Ed è qui che viene catapultato un giullare meschino e misantropo, un vero terrore di guerra, che inizia a fare conquiste grazie ad un cavallo meccanico da lui costruito; le guerre s'infuriano, le regole vengono spezzate ed il cinismo del giullare smaschera il perbenismo.
Come finiscono queste quattro storie è un'operazione che lascio a voi, sperando che l'inizio vi piaccia. Alla prossima, Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele
Bibliografia Tutte le notizie sono state prese da: Luigi Allegri, Teatro e spettacolo nel Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 1988. Sitografia Cliccate assolutamente sull'ultima foto per trovarvi in concetprobots.blogspot.com: un'infinita varietà di immagini e in questo post trovate anche una gif di un cavallo meccanico in movimento!

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