22 ottobre 2009

Influsso XXXXII - Qualcosa di complicato (Prima Parte)

Questa serie di post che andrete a leggere sono in realtà una unica entità che ho diviso per facilitare la lettura; in realtà non è neanche un post, ma una specie di racconto o riflessione scritta. Gli argomenti che tratterò? Il blog, Calvino, la scrittura, il brainstorming, ancora Calvino, il Fantasy e la complessità umana. Ci saranno quindi altre tematiche secondarie come la nostalgia dei bei tempi, la confusione fra persone, lo stesso post, Montale e altri post per altri blog. Ora vi lascio alla lettura.

Questo post lo scrivo tanto per informarvi di come sto e di cosa faccio. Ormai chi mi legge di voi è avvezzo a trovare il blog un attimo scoperto, lasciato a se stesso, in alcuni periodi; questo è uno di quei periodi. Motivazioni? Vorrei poter dire che non ho voglia, ma in realtà ho pochissimo tempo. Avevo già un lavoretto ed ora ne ho un altro, doppio: insegnerò musica ai bambini delle elementari (il che è una bella grana, detta fra noi). Poi, la chitarra e vari progetti annessi; quindi la ragazza, la famiglia e il resto – che significa cose altrettanto importanti come amici e progetti (letterari). D’altronde, oramai, sono cresciuto e devo assumermi qualche responsabilità, qualche obbligo nei confronti degli altri; non è più il tempo di giocare, mangiare, dormire e ricominciare da capo. La bell’età è ormai passata…

Ma veniamo all'Università: procede bene. Frequento Letteratura Italiana Contemporanea, bellissimo corso tenuto dalla bravissima professoressa Martignoni - e non lo dico per farmi ben volere ma, perché credo sia un attimo conosciuta, avendo scritto anche alcuni manuali di letteratura. Ah, il corso è su Italo Calvino ed ho comprato anche dei Meridiani Mondadori su cui leggerlo - i tre tomi dei Romanzi e Racconti e i due dei Saggi (non vi dico che spesa ragazzi!).
Avevo già “incontrato” Calvino da bimbo: lessi Il Barone Rampante in tenera età (avevo tredici anni, che epoca!); mai, però, avevo sfogliato altre sue opere; opere stupende come Le Città Invisibili (che però conoscevo grazie al mio manuale di letteratura delle superiori), come Il Castello dei Destini Incrociati, come La Giornata di uno Scrutatore (si, lo so che non è misconosciuta come opera ma non l'avevo ancora letta!), come tante altre cose che Calvino ha scritto.
Mi trovo molto in linea con quello che esprime e dice Calvino riguardo molte cose; l'ho sempre amato (mi ricordo anche un aneddoto divertente: avrò avuto dieci anni e stavo studiando il Calvinismo; ma non mi entrava in mente il suo creatore, Giovanni Calvino; così mio padre entra in camera e mi fa «Italo Calvino! Ricordati Italo Calvino e vedrai che Calvinismo ti verrà semplice, fidati!». Risultato: confusi Giovanni Calvino con Italo Calvino...).
Tornando alle opere di Calvino, io posso dire che mi stuzzicano. Ho letto attentamente la Prefazione del 1964 al Sentiero dei nidi di ragno; dire che è interessante è poco. Leggendola ho avuto subito voglia di scrivere e di buttarmi nella progettazione di nuove cose. Ho pensato subito di cambiare rotta, di riprendere una linea che avevo abbandonato: il brainstorming. Sto pensando sempre più che la condivisione delle idee fra scrittori sia utile e fondamentale: non voglio diventare uno scrittore solitario, ma voglio che altre persone come me sappiano cosa intendo quando scrivo. In caso contrario, se dovessi scegliere di starmene isolato a scrivere quello che voglio io, senza curarmi di sapere se riesco a comunicare bene o meno (e non è questa la strada che ho intrapreso), se dovessi stare isolato probabilmente sarebbe un rimpianto, un rimorso che mi terrei dentro per molto tempo…


Umilmente,
Spirito Giovane

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